|

Profilo Facebook
Pagina Facebook

I Centri Toscani

I Centri Acadìa
| |
LA DIPENDENZA DAGLI ACQUISTI
Tale forma di dipendenza si basa sul desiderio
morboso e irrefrenabile di acquistare oggetti inutili o superfli. Il
denominatore comune degli acquisti di natura patologica sta nella tendenza
ripetuta ad acquistare oggetti superfli o del tutto inutili, che spesso non
riflettono i gusti abituali dell’acquirente, né tanto meno sono coerenti con le
possibilità finanziare dello stesso, arrivando perfino a far andare in rosso i
suoi conti economici. In letteratura si è soliti distinguere due forme
principali di consumo patologico:
-
Consumopatia abusiva: la
dedizione esagerata agli acquisti è un sintomo di un disturbo psichico di
natura patologica, quale ad es: una depressione, un delirio schizofrenico o
una demenza. L’eccesso negli acquisti, inteso come sintomo di un disturbo
psichiatrico, ha un decorso parallelo a quello del quadro psichiatrico
fondamentale. Quando quest’ultimo si attenua, la tendenza agli acquisti
smisurati comincia a normalizzarsi e non esige, quindi, di alcun trattamento
specifico.
-
Consumopatia da dipendenza: la
dedizione esagerata agli acquisti è dovuta al mancato controllo
dell’impulsività che si manifesta in due sequenze: in primo luogo, si
riscontra la necessità irrefrenabile di acquistare un oggetto, accompagnata da
un forte sentimento di ansia e irritabilità che aumenta se non viene
effettuato l’acquisto, mentre, una volta aver dato briglia sciolta alla
frenesia degli acquisti, si entra in uno stato di rilassamento piacevole, in
seguito offuscato spesso dal senso di colpa; in secondo luogo,si rileva il
ripetersi della necessità di fare acquisti dopo un periodo che può andare da
alcune ore a varie settimane o mesi. Al momento dell’acquisto, il soggetto
dipendente prova sensazioni acute di piacere, analoghe per alcuni aspetti a
quelle prodotte dalla somministrazione di cocaina o di un narcotico a un
tossicodipendente. La dipendenza dagli acquisti colpisce più frequentemente le
donne piuttosto che gli uomini. La prevalenza femminile sarebbe dovuta a due
fattori: primo, la maggiore predisposizione agli acquisti da parte delle
donne, esposte di più all’influenza della moda, al capriccio del momento e al
culto dell’immagine; secondo, la maggiore incidenza nelle donne dei fattori
consumistici riguardanti la personalità, come il senso di solitudine e il
basso livello di autostima. Le cause di tale forma di dipendenza, sia negli
uomini che nelle donne, sono molteplici: senso di solitudine o di vuoto
esistenziale e le forme di personalità impulsiva, narcisistica e insicura. Gli
oggetti acquistati dal compratore dipendente variano a seconda del sesso. Le
donne di solito si indirizzano verso l’abbigliamento, gli indumenti intimi, le
scarpe, i cosmetici e i gioielli, mentre gli uomini si lasciano affascinare
dalle giacche, i computer i video, gli impianti stereo e gli accessori per
l’auto. Vi sono dipendenti che diversificano le proprie scelte mentre altri si
concentrano esclusivamente su un tipo di prodotto. La maggior parte di queste
persone tendono a mettere da parte ciò che comprano ed a volte finiscono per
regalarlo o buttarlo via. Quasi tutti i soggetti dipendenti finiscono con
l’incontrare serie difficoltà economiche: a volte l’eccessivo dispendio di
denaro porta alla bancarotta della famiglia. Generalmente, i dipendenti dagli
acquisti provano vergogna e un senso di colpa dovuti alla loro condotta e
poche volte confessano ad altri la mancanza di controllo che li affligge.
Relativamente al trattamento di tale forma di dipendenza, si possono ottenere
buoni risultati terapeutici mediante un trattamento integrato dalla
somministrazione di un sedativo serotoninergico (tipo buspirone) o GABA-ergico
(appartenete alla famiglia delle benzodiazepine), complimentato da una
molecola antidepressiva triciclica o serotoninergica, talvolta associato ad un
farmaco psicostabilizzatore (litio, carbamazepina, clonazepan) ed una terapia
cognitivo-comportamentale intesa a facilitare il controllo dell’impulsività
(tecniche di rilassamento e desensibilizzazione sistematica), senza però
tralasciare il rinforzo psicoterapico dell’autostima e la compensazione
dell’insicurezza personale.

Pagina a cura di Ilaria Caremani
| |


|