Acquisti comp.vi

CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

 

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LA DIPENDENZA DAGLI ACQUISTI

 Tale forma di dipendenza si basa sul desiderio morboso e irrefrenabile  di acquistare oggetti inutili o superfli. Il denominatore comune degli acquisti di natura patologica sta nella tendenza ripetuta ad acquistare oggetti superfli o del tutto inutili, che spesso non riflettono i gusti abituali dell’acquirente, né tanto meno sono coerenti con le possibilità finanziare dello stesso, arrivando perfino a far andare in rosso i suoi conti economici. In letteratura si è soliti distinguere due forme principali di consumo patologico:

  • Consumopatia abusiva: la dedizione esagerata agli acquisti è un sintomo di un disturbo psichico di natura patologica, quale ad es: una depressione, un delirio schizofrenico o una demenza. L’eccesso negli acquisti, inteso come sintomo di un disturbo psichiatrico, ha un decorso parallelo a quello del quadro psichiatrico fondamentale. Quando quest’ultimo si attenua, la tendenza agli acquisti smisurati comincia a normalizzarsi e non esige, quindi, di alcun trattamento specifico.

  • Consumopatia da dipendenza: la dedizione esagerata agli acquisti è dovuta al mancato controllo dell’impulsività che si manifesta in due sequenze: in primo luogo, si riscontra la necessità irrefrenabile di acquistare un oggetto, accompagnata da un forte sentimento di ansia e irritabilità che aumenta se non viene effettuato l’acquisto, mentre, una volta aver dato briglia sciolta alla frenesia degli acquisti, si entra in uno stato di rilassamento piacevole, in seguito offuscato spesso dal senso di colpa; in secondo luogo,si rileva il ripetersi della necessità di fare acquisti dopo un periodo che può andare da alcune ore a varie settimane o mesi.  Al momento dell’acquisto, il soggetto dipendente prova sensazioni acute di piacere, analoghe per alcuni aspetti a quelle prodotte dalla somministrazione di cocaina o di un narcotico a un tossicodipendente. La dipendenza dagli acquisti colpisce più frequentemente le donne piuttosto che gli uomini. La prevalenza femminile sarebbe dovuta a due fattori: primo, la maggiore predisposizione agli acquisti da parte delle donne, esposte di più all’influenza della moda, al capriccio del  momento e al culto dell’immagine; secondo, la maggiore incidenza nelle donne dei fattori consumistici riguardanti la personalità, come il senso di solitudine e il basso livello di autostima. Le cause di tale forma di dipendenza, sia negli uomini che nelle donne, sono molteplici: senso di solitudine o di vuoto esistenziale e le forme di personalità impulsiva, narcisistica e insicura. Gli oggetti acquistati dal compratore dipendente variano a seconda del sesso. Le donne di solito si indirizzano verso l’abbigliamento, gli indumenti intimi, le scarpe, i cosmetici e i gioielli, mentre gli uomini si lasciano affascinare dalle giacche, i computer i video, gli impianti stereo e gli accessori per l’auto. Vi sono dipendenti che diversificano le proprie scelte mentre altri si concentrano esclusivamente su un tipo di prodotto. La maggior parte di queste persone tendono a mettere da parte ciò che comprano ed a volte finiscono per regalarlo o buttarlo via. Quasi tutti i soggetti dipendenti finiscono con l’incontrare serie difficoltà economiche: a volte l’eccessivo dispendio di denaro porta alla bancarotta della famiglia. Generalmente, i dipendenti dagli acquisti provano vergogna e un senso di colpa dovuti alla loro condotta e poche volte confessano ad altri la mancanza di controllo che li affligge. Relativamente al trattamento di tale forma di dipendenza, si possono ottenere buoni risultati terapeutici mediante un trattamento integrato dalla somministrazione di un sedativo serotoninergico (tipo buspirone) o GABA-ergico (appartenete alla famiglia delle benzodiazepine), complimentato da una molecola antidepressiva triciclica o serotoninergica, talvolta associato ad un farmaco psicostabilizzatore (litio, carbamazepina, clonazepan) ed una terapia cognitivo-comportamentale intesa a facilitare il controllo dell’impulsività (tecniche di rilassamento e desensibilizzazione sistematica), senza però tralasciare il rinforzo psicoterapico dell’autostima e la compensazione dell’insicurezza personale.

Pagina a cura di Ilaria Caremani

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