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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

 

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VALUTAZIONE DEL PROGETTO DI LAVORO DI STRADA PER LA RIDUZIONE DEI DANNI E DEI RISCHI CORRELATI AL CONSUMO DI SOSTANZE STUPEFACENTI

Fabrizia Giusti*, Carla Biagianti**,

Silvia Fantacchiotti***, Manuela Naccari***, Roberto Norelli***,

Paolo E. Dimauro****

Riassunto

Obiettivo del progetto “Strada facendo” è quello di indagare nell’ambito delle attività di riduzione del danno per tutte quelle persone che ancora non hanno maturato la decisione di un cambiamento relativo all’uso di sostanze, ma che comunque devono essere tutelate relativamente alla trasmissione parentale delle malattie virali e non e dal rischio di overdose.

Nell’ottica della riduzione del danno, la relazione significativa che si è venuta istaurando tra gli operatori di strada e le persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti è stata fondamentale per rafforzare in loro la capacità di prendersi cura della propria persona per non compromettere irreversibilmente il proprio stato di salute. 

Introduzione

L’idea di elaborare il progetto Strada Facendo finanziato con il Fondo Nazionale di intervento per la lotta alla droga (l. 309/90), si ricollega ad un lavoro di mappatura delle zone a rischio della città di Arezzo, volto a monitorare l’entità del sommerso e del ri-sommerso rispetto al consumo di eroina e di cocaina.

Attivo nel territorio Aretino sin dal 1998, oltre all’obiettivo generale della riduzione del danno, il progetto Strada Facendo si è proposto i seguenti sott’obiettivi:

Ø     Attivare una collaborazione con le farmacie sia pubbliche sia private del territorio Aretino affinché possano essere fornite di strumenti adeguati per la riduzione del danno

Ø     Incentivare la rete dei servizi pubblici e del privato sociale che si occupa di tossicodipendenza

Ø     Agganciare le situazioni problematiche soprattutto nell’area del sommerso

Ø     Fornire strumenti di prevenzione e riduzione dei rischi ( materiale informativo, siringhe, preservativi…)

Ø     Proporre l’unità di strada come punto di riferimento informale e di ascolto

Ø     Motivare l’accesso al servizio

Ø     Operare un monitoraggio costante del fenomeno tossicodipendenza

Ø     Operare per la costruzione di condizioni che tutelino la salute, interrompano la clandestinità, favoriscano processi di riabilitazione e cura

Ø     Stimolare e sollecitare i soggetti a riflettere sul proprio stile di vita

Ø     Fornire una serie di alternative personalizzate e realisticamente percorribili al fine di contenere i comportamenti a rischio

Ø     Mantenere a lungo relazioni stabili con i soggetti, per gestire la crisi e consolidare i cambiamenti comportamentali favorevoli

Metodologia dell’intervento

 Per realizzare gli obiettivi sopra descritti, gli operatori di strada, insieme agli operatori del Ser.t, hanno adottato il metodo della ricerca-intervento, che ha previsto uscite sul territorio finalizzate a:

Ø     consolidare la relazione con il target

Ø     promuovere attività con il target

Ø     realizzare forme di educazione sanitaria con i destinatari del progetto

Ø     monitorare l’andamento del fenomeno tossicodipendenza nel territorio

Ø     consolidare il rapporto con la rete dei servizi e continuare la collaborazione con le farmacie pubbliche e private aderenti al progetto, anche attraverso incontri periodici per la valutazione del lavoro

Per quanto riguarda il consolidamento delle relazioni con il target e le relative attività da programmare insieme, gli operatori di strada hanno adottato strumenti quali l’ascolto, la relazione, il non giudizio,  il sostegno ed il riconoscimento e la valorizzazione delle risorse personali offrendo strumenti organizzativi.

L’aspetto dell’educazione sanitaria e della prevenzione  è attuato attraverso la distribuzione di materiale informativo e sanitario con lo scopo di incentivare nel target forme di comportamento consapevole per tutelare la propria salute e quella di tutta la comunità. Anche in questo caso gli operatori di strada si sono serviti di strumenti quali l’informazione, la relazione e  la mediazione culturale.

Monitorare costantemente l’andamento del fenomeno tossicodipendenza ha significato raggiungere un buon grado di confidenza con la maggior parte dei destinatari dell’intervento. Questo c’è stato possibile dalla nostra informalità, dall’agire al di fuori dei luoghi istituzionali imputati ad occuparsi di ciò; lo stare in strada offre la possibilità di conoscere da vicino l’entità del fenomeno. Strumenti utili per fare questo sono senza dubbio l’osservazione sia non partecipante sia partecipata, la raccolta dei dati, la mediazione culturale e la continua e costante mappatura del territorio.

Infine per quanto riguarda il rapporto con la rete dei servizi coinvolti nel progetto gli operatori di strada si sono proposti l’obiettivo di  consolidare la stessa ed ampliare la gamma di risposte ai problemi emergenti dal target in questione. Anche in questo caso gli strumenti utilizzati sono la mediazione culturale e gli incontri periodici di rete.

Il lavoro di strada è stato effettuato nel rispetto assoluto della cittadinanza, evitando motivi di conflitto e favorendo uno scambio obiettivo ed aperto ai diversi modelli culturali al fine di promuovere una migliore conoscenza e comprensione reciproca. In questo senso gli operatori  di strada hanno svolto un lavoro di mediazione culturale volta a :

Ø     promuovere le capacità educative del territorio

Ø     modificare la rappresentazione sociale della tossicodipendenza diffondendo un atteggiamento attivo ed una sensibilità adulta e corretta

 Risultati raggiunti

 Il lavoro svolto dagli operatori di strada e dagli operatori Ser.t con la preziosa collaborazione degli operatori delle Farmacie è stato notevole nella mole e nei risultati.

Principalmente il nostro lavoro si è basato sull’osservazione del fenomeno tossicodipendenza e sulla sua continua evoluzione, ciò implica anche un’attenzione verso i mutamenti che si svolgono intorno al contesto in cui operiamo e che inevitabilmente vengono ad incontrarsi.

L’intervento degli operatori di strada si può considerare come una ricerca-studio sui fenomeni sociali che vengono a configurarsi.

Di conseguenza un’attenta lettura dei fattori rilevati apre la discussione su nuove strategie di intervento da adottare, affinché il lavoro di strada si consolidi in un’effettiva risorsa non soltanto nei confronti del target ma di tutta la cittadinanza.

Si è cercato di portare continuamente avanti un lavoro che ha avuto come obiettivi quelli di:

a.      ridurre la domanda attraverso la promozione delle capacità educative del territorio, favorire il cambiamento dei comportamenti del target e stimolare alla consapevolezza del valore della tutela della salute, intesa come bene collettivo

b.     modificare la rappresentazione della tossicodipendenza in modo da consentire che la parte sommersa della stessa venga alla luce e che la collettività assuma un atteggiamento attivo verso tale fenomeno;

c.     diffondere una sensibilità adulta e corretta verso colora che sono coinvolti nel problema, in modo tale da irrobustire la rete dei soggetti che si occupa di tossicodipendenza.

Adottando stili elastici di negoziazione, relazione e strategie di confronto, abbiamo cercato insieme alla rete e ai soggetti sociali coinvolti, di renderci capaci di produrre interventi efficaci in fase precoce e di ridurre i danni che il fenomeno storicamente evidenzia.

Abbiamo cercato con il nostro lavoro di ridare capacità e competenze al tossicodipendente e di favorire nel contesto sociale la conoscenza e la comprensione dei loro bisogni, favorendo una crescita di tutta la comunità.

* Medico Ser.T. Arezzo

** Sociologo Ser.T. Arezzo

*** Operatore di Strada Ass.ne DOG Arezzo

**** Dirigente Ser.T. Arezzo

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 © Ce.Do.S.T.Ar. - Centro Documentazione e Ricerca sul Fenomeno delle Dipendenze Patologiche del Ser.T. di Arezzo, 2006

Responsabile: Dr Fiorenzo Ranieri (ranieri@cedostar.it)

Direttore Dipartimento Dipendenze Az USL 8 Arezzo: Dr Paolo E. Dimauro

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