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ATTI LA VERNA

Abbiamo inserito nel nostro sito gli interventi di diversi relatori intervenuti al Corso Monotematico “Spiritualità antropologica, problemi alcol-correlati e complessi  alle soglie del terzo millennio” tenutosi a La Verna il 24 e 25 giugno del 2000. (Interventi di: Paolo E. DIMAURO; P.P.Vescovi; Stefano Alberini; Ennio Palmesino; Donato Angioli; Luisa Dedin; Fra Danilo Salezze). Per scaricare gli atti in formato zip (759 kb) cliccare sul link sottostante.

Di seguito riportiamo la presentazione agli atti del Dott. Paolo E. Dimauro, responsabile del Dipartimento delle Dipendenze di Arezzo e direttore del Corso Monotematico

 

Presentazione degli Atti del Convegno sulla Spiritualità antropologica

 Paolo E. DIMAURO

L’edizione on line sul sito www.cedostar.it degli Atti del Primo Congresso sulla Spiritualità antropologica della Verna costituiscono per me l’occasione per adempiere, in modo compiuto, ad un mandato, originato e continuamente sollecitato, a partire da una visita alla Verna, avvenuta alcuni anni, del Prof. Hudolin.

A questo proposito, sento di dovere un particolare ringraziamento ad un numero alto di persone, senza le quali il Corso, ed anche gli Atti non sarebbero stati possibili: oltre al Professore, cui per primo va il nostro pensiero riconoscente, ed il ringraziamento per il ruolo che complessivamente ha avuto, nella realizzazione dell’iniziativa, ma anche nella mia vita, vorrei ricordare qui il ruolo, altrettanto importante, della Professoressa Hudolin, cui mi sento legato in modo particolare: i suoi stimoli, le sue provocazioni, ma soprattutto il suo rispetto e la sua vicinanza emozionale mi hanno aiutato davvero in molte occasioni; oltre a quanto già specificamente accennato nella introduzione al Corso, mi sento qui di aggiungere, a conferma del suo ruolo, oggi insostituibile, il valore del contributo del testo da lei inviato per questi atti, e degli sviluppi futuri derivati da quanto Lei ha proposto nel Convegno della Verna.

Mi pare poi importante un pensiero al personale religioso della Verna, in modo particolare Padre Fiorenzo e Suor Priscilla, per l’ospitalità e la disponibilità nell’accoglienza in un luogo così particolare.

Oltre ai relatori, presenti in un modo specifico in questi Atti, un ringraziamento è doveroso nei confronti di Maria Luisa Cucinelli, che così bene ha curato il lavoro di segreteria e di raccordo nei confronti di un grande numero di persone, così come per me è importante ricordare qui, oltre il contributo che fa parte degli atti, il lavoro e l’amicizia di Donato Angioli, cui mi legano ormai numerose esperienze in comune nel campo dell’alcologia, anche oltre l’approccio ecologico sociale: credo che il patrimonio, per i programmi di Arezzo, rappresentato da un medico ospedaliero con la sua ricchezza spirituale e, più in generale umana, debba essere ancora una volta sottolineato.

Grazie, anche, ad Antonio Bilotta per il lavoro di supporto, ma anche per la serenità e l’equilibrio che lo caratterizzano, così come un pensiero va a Mauro Travaglini, da anni impegnato in un cammino comune di cui il lavoro alla Verna è una bella testimonianza.

 Si ringraziano inoltre, per gli specifici contributi, gli amici Marco Variara, Angela Tilli e Angela Cipriani, e gli operatori del Ce.Do.S.T.Ar. - Centro di Documentazione del Dipartimento delle Dipendenze di Arezzo.

Al di là della caratteristica unica della Verna nel panorama dei “luoghi di Spiritualità” del nostro pianeta, credo che dietro il desiderio del Professore ci fossero motivazioni diverse, in parte chiaramente esplicitate nei numerosi momenti di incontro di cui  ha voluto onorare l’estensore di queste note, in parte da me solamente intuite, e che cercherò complessivamente di elencare.

La ricerca della dimensione spirituale, sia nella vita dei singoli individui, sia nelle famiglie, sia, in modo più preciso, nella vita del Club, ha costituito una linea guida portante del pensiero del professore negli ultimi anni della sua vita, al punto da far dubitare, a quanti hanno riflettuto in modo non approfondito su questi temi, sulla reale compatibilità di questo aspetto proprio con l’esperienza del Club.

La scelta della Verna, in perfetta sintonia con quella, per certi versi parallela, di Assisi, risponde poi ad un altro livello, che definirei implicitamente provocatorio: un luogo paradigmaticamente centrale ai fini della equivalenza spiritualità – religiosità, come palestra per un esercizio il cui fine ultimo è dimostrare una equivalenza spiritualità – umanità (e, se vogliamo cultura); La Verna, in altri termini, come luogo di evidente identità dell’uomo attraverso il riconoscimento di tutte le sue componenti.

Un terzo livello di riflessione attiene, a mio parere, la ricerca di una condizione di pace, a livello personale, familiare e di tutte le relazioni umane, a fronte di un pianeta in cui da più parti la pace veniva (e viene) fortemente messa in pericolo.

Probabilmente, in questa riflessione va compreso un aspetto, più specifico dell’approccio ecologico sociale, in cui un richiamo allo sviluppo di relazioni interpersonali che tengano presente l’obiettivo di una condizione di pace era visto come necessario: tra le affermazioni ricorrenti nei suoi interventi c’era la constatazione che il nostro sistema si trovava (si trova ancora oggi?) in una condizione di adolescenza, in cui le tensioni ed i problemi sembrano talvolta far prevalere il pessimismo: in quest’ottica, La Verna può essere visto come un luogo di speranza e di apertura ad un futuro più sereno.

Se il Corso sulla Spiritualità, di cui gli Atti rappresentano la testimonianza, sarà servito a dare un contributo per un futuro migliore delle percone e della vita dei Club, avrà senz’altro raggiunto la finalità per cui il Professor Hudolin l’aveva pensato.

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