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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHEDipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana
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CANCRINI Per Cancrini, che utilizza un approccio clinico psichiatrico fondato sullo studio dei sintomi e delle condotte osservabili, l’abuso dei farmaci costituisce per l’individuo un tentativo di fronteggiare da solo livelli di sofferenza percepiti come intollerabili. Le tossicomanie rappresentano un insieme disomogeneo di situazioni, che appaiano accumunate soprattutto dal tipo di rimedio scelto per affrontarle. L’autore le classifica in 4 tipologie in rapporto al ruolo esercitato dalle cause endogene e da quelle esogene sull’organizzazione psicologica dei soggetti, e a quello dei modelli di organizzazione e di comunicazione esistenti nelle loro famiglie di origine. Alla tossicomania di tipo A o della nevrosi traumatica si riconducono quei comportamenti tossicomanici che si situano in relazione ad un lutto di fronte al quale il soggetto è incapace di elaborare difese sufficienti e di reperire, entro l’orizzonte relazionale, un interlocutore adatto e rassicurante. La sostanza si dimostra in grado di proteggere questi soggetti dallo stato di sofferenza acuta tramite lo stordimento da esse indotto. In questo gruppo è alta la prevalenza di tossicomani portatori di sintomi depressivi, ma è necessario distinguere l’origine psicogena da quella organica indotta dagli effetti stessi della sostanza di abuso. Questa categoria di persone tossicodipendenti è spesso responsabile di gravi atti autolesivi e invalidanti, talora esasperati nel suicidio. Le tossicodipendenze di tipo B e che si collocano nell’area della nevrosi hanno a che fare con i problemi di individuazione del sé tipici del periodo adolescenziale, rappresentano cioè, la copertura di alcune patologie psichiche adolescenziali. Queste ultime sono caratterizzate da ansia elevata, sbalzi d’umore, incertezza, tendenza alla noia e alla insoddisfazione, drammatizzazione dei problemi. Si tratta di individui abituati ad intervenire nei conflitti dei loro genitori e a ricercare attenzione e affetto nella drammatizzazione del loro disagio. Le dinamiche della famiglia di origine sono in questo caso caratterizzate da un forte coinvolgimento di uno dei genitori nella vita del figlio, dal tentativo di coprire i suoi comportamenti, dalla contraddittorietà del messaggio educativo. La tossicodipendenza di tipo C associata a un forte disturbo di personalità riguarda soggetti che utilizzano in modo massiccio meccanismi di difesa basati sulla scissione, sul diniego, su diverse forme di identificazione proiettiva e che evidenziano scarse capacità di sperimentare stati di piacere e di benessere. Il fattore che predispone sembra essere l’incompleta strutturazione della personalità, quindi una assoluta immaturità e incapacità di condurre investimenti affettivi stabili e a decidere relazioni oggettive affidabili. Il sistema familiare appare caratterizzato dalla tendenza a non definire le relazioni, dall’uso di messaggio paradossali e contradditori, da coinvolgimento dei genitori nella tossicomania del figlio, dalla diversificazione dei fratelli in “riuscito-fallito”, e dal fatto che il sintomo del figlio è utilizzato per perpetuare la situazione di stallo della coppia. La droga si dimostra in grado di attenuare temporaneamente lo stato di disagio consentendo al soggetto di sperimentare una condizione di libertà interiore, di ritrovata unità. Infine nella tossicomania di tipo D o sociopatica si ha a che fare con disturbi sociopatici della personalità. Si tratta di soggetti che hanno la tendenza ad esprimere i conflitti attraverso comportamenti di acting out e che assumono la droga in modo distratto e anaffettivo, con un carattere di sfida. E’ evidente qui il ruolo del disaccudimento e dell’istituzionalizzazione nell’induzione della dipendenza, che innescano, gia a livello infantile ritardi nello sviluppo psicomotorio e forme di disadattamento nell’integrazione scolastica, scontro aperto nei confronti delle regole nell’adolescenza. Le famiglie di questi tossicomani sono per lo più “multiproblematiche”, con disorganizzazione dei ruoli, scarsa definizione dei confini del nucleo famigliare, inadeguatezza e disfunzionalità nello svolgimento dei ruoli genitoriali. La droga serve a smorzare la sofferenza, favorendo i meccanismi di rifiuto e isolamento, canalizzando la tendenza all’autopunizione e rinforzando il processo sociale alla base della definizione del ruolo deviante. Riferimenti bibliografici Schiavo delle mie brame. Storie di dipendenza da droghe, gioco d'azzardo, ossessioni di potere - Frassinelli, 2003. Il vaso di Pandora. Manuale di psichiatria e psicopatologia - Carocci, 2001. Una tossicomania senza farmaci. Il giocatore - EdUP, 1996. Tossicomanie. Consumo e spaccio di stupefacenti: cause, interventi e cure possibili - Editori Riuniti, 1984, 2ª ed.. Quei temerari sulle macchine volanti. Studio sulle terapie dei tossicomani - Carocci, 1982.
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visualizzazione ottimale 1280 x 1024 pixel - Ultimo aggiornamento: 12-08-10 © Ce.Do.S.T.Ar. - Centro Documentazione e Ricerca sul Fenomeno delle Dipendenze Patologiche del Ser.T. di Arezzo, 2006 Responsabile: Dr Fiorenzo Ranieri (ranieri@cedostar.it) Direttore Dipartimento Dipendenze Az USL 8 Arezzo: Dr Paolo E. Dimauro Sito costruito e aggiornato da Fiorenzo Ranieri e da Ilaria Caremani caremani@cedostar.it, salvo diversa indicazione |