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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

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Cannabis

Marijuana, hashish e cannabioidi.

Tra il 1960 e il 1970 la Marijuana diventò la droga più popolare tra i giovani, primato mantenuto ancora oggi. Nei paesi anglosassoni è nota come grass weed pot e refer.
I cannabinoidi, derivati psicoattivi della cannabis, si distinguono nettamente dagli altri allucinogeni perché sono meno potenti dal punto di vista farmaco tossicologico. In genere, i consumatori di cannabinoidi si autoregolano nell'assunzione di droga, al fine di provocarsi il grado di euforia desiderato.

Storia e botanica

La storia della cannabis è molto antica e vasta. Il nome deriva dal greco kanabis che vuol dire acqua stagna nte.
La prima testimonianza risale al 2737 a.C. in un compendio di medicina cinese.
In Europa l'uso stupefacente dei derivati della cannabis si sviluppa dopo il 1800 d. C. probabilmente importato dai soldati francesi che avevano seguito Napoleone nella spedizione in Egitto.
Della cannabis parlano gli Assiri, Omero nellìOdissea Erodoto e Galeno .
Nell'America Meridionale e Centrale la marijuana è nota da secoli mentre negli U.S.A. è entrata nel 1920.
Le piante che si ritrovano in Natura sono riconducibili alla Cannabis Sativa classificata da Linneo nel 1753, le varianti chimiche delle piante non corrispondono a varianti morfologiche della cannabis. (cannabis messicana, cannabis indica, cannabis americana).
La cannabis sativa è una pianta arbustiva, annuale, appartenente al genere delle canabacee, della famiglia delle moracee, La pianta raggiunge generalmente i 1-2 metri d'altezza anche tre mt., presenta fiori maschili a cinque sepali liberi senza petali, ai quali si appongono cinque stami dritti; i fori femminili sono più grandi ed a forma di spiga, presentano un perianzio a pezzi saldati a forma di coppa, dalla quale emerge il gineceo formato da due carpelli saldati con due branche stilari.
Le sostanze farmacologicamente attive sono presenti in massima concentrazione nella resina giallo-dorata dal caratteristico profumo di menta che ricopre le inflorescenze e le foglie apicali della pianta femminile adulta, tuttavia sono presenti in tutta la pianta.
La Cannabis è verosimilmente originaria dell'Asia centrale, tuttavia cresce spontaneamente in mote zone del pianeta a clima temperato e tropicale.
Le piantagioni sono particolarmente sviluppate in India, Iran, Pakistan, Afganistan, Marocco, Siria, Libano, Nepal, Albania. In America è coltivata in Messico e negli stati degli U.S.A. Kentucky, Michigan, South-Carolina.
Recentemente, i trafficanti di droga siro-libanesi e palestinesi hanno stretto accordi con i cartelli colombiani per estendere il giro delle esportazioni.

Chimica e biochimica dei cannabinoidi

Oltre ai cannabinoidi, la cannabis contiene molte altre sostanze attive, alcaloidi, steroidi e terpeni. Tra i 60 appartenenti alla classe dei cannabinoidi i più abbondanti sono il cannabinolo, il cannabidiolo, il tetraidrocannabinolo.
La composizione del fumo di cannabis differisce per molti tratti da quello di tabacco: oltre che per l'assenza di nicotina e la presenza di cannabinoidi per il contenuto molto alto di monossido di carbonio e d'agenti cancerogeni ed irritanti. Si calcola che fumare qualche sigaretta di marijuana possa provocare nell'assuntore gli stessi danni di un pacchetto di sigarette di tabacco. Un altro componente del fumo di marijuana è l'acetaldeide, che può interessare alcuni neurotrasmettitori che sono determinanti la dipendenza dall'alcole etilico. Tutte queste sostanze, più o meno attive, rendono impossibile dare una valutazione scientifica delle conseguenze farmaco-tossicologiche collegate ad un'intossicazione acuta o cronica di cannabinoidi; per questo gli studi biochimici delle intossicazioni da cannabinoidi usano il DS-THC come indicatore specifico.

Preparazioni a base di cannabis

In commercio si trovano diversi preparati a base di cannabis: generalmente sono confezionati con le infiorescenze femminili impastate in masse viscose di colore verdastro e d'odore caratteristico.

  •        Marijuana: il preparato con il minore contenuto di principio attivo 0,5-1.5%

  •        Ganja: contenuto di principio attivo 2-4%

  •        Hashish: contenuto di principio attivo 3-7% nero afgano-pakistano, verde Tijuana, oro Acapulco

  •        Olio di hashish: contenuto di principio attivo 20-40%

I cannabinoidi vengono assorbiti massimamente per via inalatoria generalmente fumati assieme al tabacco, l'assorbimento per via intestinale è minore seppure un utilizzo diffuso sia legato alla preparazione di bevande (decotti) o pietanze Canne, cannoni joint spinelli spini schioppi sono in gergo le sigarette preparate con cannabinoidi, più raro l'uso del shilom o coccio. Il fumo inalato viene trattenuto nei polmoni per incrementare l'assorbimento dei principi attivi in esso contenuti.
Cannabinoidi sintetici sono il nabilon o il levonantradolo impiegati nella pratica medica sperimentale come anti-nausea e antiemesi nella terapia citotossica e nella terapia del glaucoma.

Metabolismo dei cannabinoidi

I THC vengono assorbiti rapidamente e completamente per via inalatoria volatizzando rapidamente quando vengono fumati, l'assorbimento intestinale è di circa 1/3 dopo averli mangiati.
I THC sono altamente lipofili e diffondono conseguentemente nei tessuti grassi dove tendono ad accumularsi. L'emività è di circa 30 ore , dopo il metabolismo epatico.
Nei consumatori cronici il THC viene metabolizzato più rapidamente che negli assuntori sporadici.

Effetti fisiologici e psicologici provocati dall'assunzione dei cannabinoidi

I cannabinoidi determinano una molteplicità d'effetti fisiologici, la maggioranza di questi a carico del S.n.C..

Gli effetti sono variabili da individuo ad individuo, per la dose, la via d'assunzione, e per il contesto in cui la droga viene assunta.
I sintomi psicologi più caratteristici e ricorrenti sono:

  •        Il distacco dal mondo

  •        Benessere

  •        Euforia

  •        Sedazione e sonnolenza

  •        Distorsione del sentimento del tempo, della visione e dello spazio

  •        Illusioni ed allucinazioni

I segni dell'intossicazione sono:

  •           Aumento della frequenza cardiaca

  •        Debole aumento della pressione arteriosa

  •        Xerostomia

  •        Alterazione della produzione di urina

  •        Congestione della congiuntiva

  •        Riduzione della pressione intraoculare

Meccanismo d'azione dei cannabinoidi

I meccanismi d'azione nel S.N.C. dei cannabinoidi sono in gran parte sconosciuti, pur rico nducendosi alla modificazione della fluidità della membrana cellulare dei neuroni.
Tuttavia in virtù della diversa potenza farmacologica delle forme enantiomere (Molecole composte dalle stesse quantità di atomi nelle stesse posizioni ma determinati strutture tridimensionali diverse) si è preso in considerazione la possibilità che i cannabinoidi interagiscano direttamente con recettori specifici, secondo questa ipotesi, che sta trovando crescenti conferme, i siti cerebrali leganti i cannabinoidi, mediano gli effetti farmaco-tossicologici e comportamentali dell'uso dei cannabinoidi.
Questi recettori sono stati localizzati nel nucleo striato, nella corteccia cerebrale, nella pars reticolata, nella sostanza nigra, nel globo pallido e nell'ippocampo, l'interazione dei Cannabinoidi con questi recettori sembra determinare delle attivazioni del sistema degli oppioidi, e di quello dopaminergico della gratificazione.
Le alterazioni del sistema della gratificazione che ha sede nell'ippocampo potrebbero spiegare i deficit cognitivi denunciati dagli assuntori abituali caratterizzati da una confusione temporale. L'azione determinata dai cannabinoidi a livello della paleocortex provocherebbe la cosiddetta "lateralizzazione emisferica" ovvero la separazione funzionale, confermata EEGraficamente, dei due emisferi.
Altri effetti sono relativi alla produzione di Testosterone che rende gli spermatozoi ipomobili e meno numerosi del controllo.
L'uso cronico in gravidanza non determina alterazioni del feto tuttavia favorisce la nascita di feti piccoli.

Sintomatologia della tossicodipendenza da canabinoidi

La dose necessaria per indurre la caratteristica reazione "psicotossica-allucinatoria" è di circa 20 mg.
L'uso dei cannabinoidi sembra indurre facilmente uno stato di dipendenza psicologica ma non si hanno evidenze che si possano determinare fenomeni di dipendenza fisica riconducibili ad una sintomatologia astinenziale vera e propria seppure sia stata descritta una sindrome da privazione con disturbi del sonno e fenomeni di disconfort, quali irritabilità senso di irrequietezza anoressia ed aumento della sudorazione.

La dipendenza psicologica si riconosce i seguenti fattori:

  •        Piacere indotto dall'assunzione

  •        Condizionamento psicologico derivante da fenomeni gruppali

È interessante notare che gli assuntori di cannabinoidi descrivano effetti opposti o contrastanti. In parte si spiegano con la diversa attività prodotta da dosi diverse della sostanza che a bassi valori determina: sensazioni di benessere, rilassamento, calore ed euforia, dosi più alte determinano reazioni psicotiche acute stato ansioso, difficoltà alla concentrazione, tachicardia, tremori "rush" cutanei, iperemia congiuntivale.. Dosi tossiche provocano sindromi letargiche con incoordinazione motoria, tensione muscolare, dolori addominali, secchezza delle fauci, stato confusionale e disorientamento temporo-spaziale. Ad alte dosi i cannabinoidi determinano fenomeni allucinatori e modificazioni sensoriali visive ed uditive simili a quelle provocate dall'LSD seppure non sussista una tolleranza crociata tra le due sostanze.
La tolleranza ai cannabinoidi dipende dalle dosi assunte e dalla frequenza.
Il fumo della cannabis provoca danni maggiori di quello di tabacco a carico dell'apparato respiratorio, e determina un'incidenza maggiore di asma bronchiti e laringiti. L'incidenza di tumore del polmone è aumentata negli assuntori di cannabis, verosimilmente per l'azione combinata di un'alta presenza di catrame e per la tendenza a trattenere il fumo inalato dagli assuntori.

thc

A cura del Dott. Marco Becattini Medico Specialista in Psichiatria del Ser.T di Arezzo

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