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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

 

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I CLUB DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO

 

Perno fondamentale dell’approccio ecologico sociale è il Club: esso può essere definito come una comunità multifamiliare costituita da un massimo di dodici famiglie, che si caratterizzano per la presenza di problemi legati all’uso di bevande alcoliche, eventualmente (fino ad un massimo del 20%) complicate dalla presenza di altre forme di disagio: di tipo psichico, o legato all’uso di altre sostanze psicoattive (legali o no), o alla presenza di malattie croniche, o anche, più in generale, da un comportamento aggressivo o violento.

Le famiglie del Club si riuniscono a cadenza settimanale insieme con un operatore, chiamato servitore-insegnante, adeguatamente formato ed aggiornato attraverso un percorso ormai codificato. Gli incontri durano da un’ora e mezza a due ore.

Scopo del Club è iniziare e favorire un percorso di cambiamento del comportamento dell’alcolista e della sua famiglia nei confronti del bere e una loro progressiva crescita e maturazione, che si deve estendere alla collettività dove vivono e lavorano.

Il funzionamento del Club degli Alcolisti in Trattamento si basa sulla interazione dei suoi membri in una dimensione di solidarietà, amicizia, amore, compartecipazione, condivisione, che non si esauriscono nella seduta del Club ma si estendono durante l’arco dell’intera settimana.

Ciascuno è responsabile di sé stesso e del proprio percorso di cambiamento (che dura per tutta la vita), così come anche il Club è responsabile di sé stesso, senza deleghe di alcun tipo.

Da questa impostazione nasce definito il ruolo dell’operatore, che non ha titolarità o proprietà di percorsi terapeutico - riabilitativi, ma si mette al servizio delle famiglie e del club con un ruolo di facilitatore e garante della metodologia.

Il Club è organizzato sulla base della attribuzione di compiti specifici: esiste il Presidente del Club, il vice presidente, il segretario, il tesoriere...., con la previsione di una rotazione periodica, in genere annuale delle cariche, potenzialmente fonte di ambizioni pericolose per l’equilibrio dell’intero sistema.

Le regole di funzionamento, piuttosto semplici, riguardano la puntualità nell’inizio delle sedute di Club, il divieto di fumare durante la seduta, la divisione, o moltiplicazione, o, ancora più propriamente, la nascita da un club di due nuovi club, all’arrivo della tredicesima famiglia; questo dovrebbe in ogni caso avvenire al massimo entro un anno dall’ultima divisione..

Un momento di particolare rilievo nella vita dei programmi è rappresentato dall’interclub: si tratta di una occasione di incontro e di reciproca conoscenza, possibile tra club della stessa zona, o provincia, o regione o di regioni diverse, aperto alla collettività e volto a favorire la conoscenza dei programmi anche all’esterno; questa apertura rende facoltativa la presenza dei membri dei Club, che scelgono liberamente la eventuale partecipazione.

E’ diventata consuetudine, durante l’interclub, la coesistenza di momenti di riflessione, di festa, di “celebrazione”, con la consegna degli attestati di astinenza ai membri di Club che hanno compiuto un certo periodo (uno, due, tre o più anni); quest’ultimo rappresenta una occasione di particolare coinvolgimento emotivo.

Un altro elemento significativo per la vita del Club è rappresentato dalla riunione mensile di autosupervisione, aperta agli operatori di ciascuna zona: in essa, ad un livello di pari dignità, gli operatori si riuniscono per parlare delle proprie esperienze, dei propri problemi e delle proprie difficoltà; tutto questo, oltre ad essere elemento di condivisione, rappresenta un momento di particolare arricchimento, in cui discussioni, proposte, possibili soluzioni relative ad una certa situazione diventano patrimonio culturale e professionale di tutti.

Momento di particolare rilievo è rappresentato dall’ingresso nel Club di nuove famiglie: esso può essere spontaneo,  mediato dal medico di base,  dal servizio pubblico, territoriale od ospedaliero o da qualsiasi altra istituzione presente sul territorio.

In ogni caso il servitore-insegnante accoglie con un colloquio preliminare la nuova famiglia, di norma subito prima della seduta di Club. Il colloquio ha lo scopo di accogliere e illustrare sommariamente il funzionamento del club, oltre alla discussione di eventuali difficoltà o problemi particolari che la famiglia intenderà sottoporgli. Il colloquio non ha comunque alcun significato di selezione.

I Club d’Italia hanno da tempo superato il numero di duemila e sono presenti in tutte le Regioni.

Disponibili le diapositive sui C.A.T. di Paolo E. Dimauro all'indirizzo www.cedostar.it/documenti/club_alcolisti_in_trattamento.PPT

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 © Ce.Do.S.T.Ar. - Centro Documentazione e Ricerca sul Fenomeno delle Dipendenze Patologiche del Ser.T. di Arezzo, 2006

Responsabile: Dr Fiorenzo Ranieri (ranieri@cedostar.it)

Direttore Dipartimento Dipendenze Az USL 8 Arezzo: Dr Paolo E. Dimauro

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