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Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

 

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CONVEGNO

In data 16 aprile 2005, si è svolto ad Arezzo il convegno relativo al Progetto "L’inserimento lavorativo come forma di reintegrazione sociale" di cui riportiamo di seguito un breve report.

REPORT CONVEGNO COMARS

Il convegno "L’inserimento lavorativo come forma di reintegrazione sociale" si è tenuto ad Arezzo sabato 16 aprile, organizzato dal Consorzio Sociale COMARS in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Dipartimento delle Dipendenze della Azienda USL 8 di Arezzo.

Il convegno è l’atto conclusivo dell’omonimo progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il Fondo FNDL 2001 che ha avuto durata triennale e si è basato su attività svolte in due regioni: Toscana (Arezzo) e Marche (Civitanova Marche).

Il tema affrontato nel convegno è molto importante: una riflessione sull’uso del lavoro con finalità riabilitative.

Nei saluti già un primo tema: la prevenzione è inutile, meglio una buona riabilitazione (Lucherini, Sindaco di Arezzo), o la prevenzione è fondamentale, se flessibile e ben mirata, fermo restando la necessità di una possibilità di riscatto/riabilitazione quando il danno c’è stato (Ricci, Assessore Politiche Sociali della Provincia di Arezzo).

Il convegno è proseguito con un video che illustra l’esperienza con l’intervento di Rolando Zanon, responsabile educativo della COMARS, che ha illustrato caratteristiche del progetto e alcuni dati statistici. L’età media dei soggetti è alta (tra i 35 e i 40 anni), il livello di scolarizzazione basso. Prevalgono nettamente i maschi (87%).

Interessante il dato sull’esito degli inserimenti descritto nella tabella presentata al convegno.

Paolo Dimauro (Direttore Dipartimento Dipendenze di Arezzo) pone l’accento sulla complessità della tossicodipendenza che non può essere ricondotta ad un solo criterio di analisi (biologico, psicologico, sociale). Importante, per gli inserimenti lavorativi, aggiornare la normativa per facilitare l’ingresso in aziende che operano realmente sul mercato, evitando il rischio di uno sterile assistenzialismo.

Roberto Menozzi (Assistente Sociale del Ser.T di Arezzo) che da molti anni si occupa di inserimenti lavorativi, descrive le esperienze del Servizio Aretino a partire dal 1996. Ad Arezzo, sin da allora sono stati costituiti due gruppi riabilitativi che si occupano di manutenzione e gestione di spazi verdi. I soggetti coinvolti nella riabilitazione rappresentano solo una minoranza dell’utenza del Ser.T, all’incirca l’8%. Menozzi presenta poi alcuni dei risultati ottenuti, di tipo qualitativo/quantitativo, interrogandosi sui criteri più evidenti per la valutazione.

Josè Berdini della PARS di Civitanova Marche (MC) descrive l’esperienza marchigiana. A Civitanova Marche hanno realizzato tre serre. Hanno partecipato ai programmi utenti provenienti da molti servizi gestiti dalla PARS (centri a bassa soglia, comunità terapeutiche, comunità per tossicodipendenti con doppia diagnosi). Berdini ha poi espresso la necessità di non tornare indietro e si è detto molto arrabbiato per le scelte politiche che hanno portato a una drastica riduzione degli investimenti sociali. E’ ormai chiaro, anche a chi è partito da punti di vista diversi, la necessità di continuare con la riduzione del danno come scelta operativa.

Mario Conclave di Italia Lavoro (Roma) centra a pieno l’argomento sul rapporto tra mondo del lavoro e tossicodipendenza. Il mondo del lavoro si occupa del tossicodipendente quando occorre garantire/conservare il suo posto di lavoro, non quando bisogna inserire al lavoro. Illustra poi le possibilità offerte dalla nuova normativa e si sofferma in particolare sull’articolo 14 della Legge 276 del 2003. Sottolinea un punto migliorativo di progetti come quello della COMARS: occorre prevedere un raccordo con i Servizi per l’impiego presenti sul territorio. E’ importante che anche l’esperienza sviluppata dai Servizi delle Aziende Sanitarie vengano trasferite ai Servizi per l’impiego. Accenna poi ad una sperimentazione che Italia Lavoro sta organizzando sul territorio nazionale.

Ha concluso il convegno la Senatrice Grazia Sestini, sottolineando 4 punti:

Il lavoro è uno strumento fondamentale di inserimento delle categorie svantaggiate;

Politiche Nazionali anti-droga. Il Fondo Nazionale è passato per competenze, dal Ministero del Lavoro alla Presidenza del Consiglio. Ci sarà presto un nuovo bando anche se con fondi non cospicui (10 milioni di euro) utili per non più di cinque o sei progetti con le seguenti priorità: a) politiche di prevenzione; b) politiche carcerarie; c) politiche inserimento lavorativo;

Modifiche DPR 309 (proposta legge Fini). In Parlamento la legge è ancora molto indietro. Secondo la Sestini la Legge non potrà essere approvata entro la fine della legislatura, e c’è un probabile conflitto costituzionale poiché molte questioni affrontate dalla proposta di legge sarebbero di competenza regionale;

L’inserimento lavorativo non può costruire "isole felici" o "riserve indiane". La vera scommessa è il coinvolgimento del mondo delle imprese.

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