Dillo a me

CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

 

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“Dillo a me!” Uno sportello d’ascolto per i giovani incidentati afferenti al Pronto Soccorso di Arezzo

Un anno di attività del progetto "Dillo a me": dati e informazioni nell'articolo scaricabile dall'indirizzo http://www.omceoar.it/cgi-bin/docs/cisalpino/23.pdf

o, in bozza, all'indirizzo www.cedostar.it/documenti/articolo_Il_ Cesalpino_pronto_soccorso_dillo_a_me.pdf

Il Centro di Documentazione e Ricerca del Ser.T. di Arezzo (Ce.Do.S.T.Ar), in collaborazione con il Dipartimento Emergenza Urgenza e l’Educazione alla Salute dell’Az. Usl 8 di Arezzo,  promuove un progetto chiamato “Dillo a me!” Uno sportello d’ascolto per i giovani incidentati afferenti al Pronto Soccorso di Arezzo. .

Il progetto nasce da un’attenta revisione dei dati della statistica sanitaria che evidenziano che il Pronto Soccorso è uno dei servizi medici più utilizzati dalla popolazione ed, in particolare, dai giovani (Amitai et al., 1999; Bertolotti et al., 2001; Pennacchi, Articoli, 2002).

L’alta affluenza al Pronto Soccorso è connessa all’elevata incidentalità giovanile ed ai traumi che ne conseguono: la fascia di età 14-24 anni rappresenta infatti il 30% degli accessi totali ed i traumi da incidenti, nella stessa fascia di età, rappresentano il 70% degli accessi (Taggi, 2003, 2005).

I dati raccolti in Toscana negli anni 2002-2005 evidenziano che nei 52 Pronto Soccorso, attivi nei presidi sanitari pubblici delle 12 ASL toscane, il 7,3% degli accessi (circa 95.650 casi) è dovuto ad incidente stradale (Berti et al., 2006) e che nel territorio aretino la fascia d’età 14-29 anni presenta la percentuale più alta di mortalità conseguente ad incidente stradale (Buiatti, 2003).

I giovani che si recano al Pronto Soccorso per le lesioni conseguenti agli incidenti trovano una risposta medica competente e tecnicamente sofisticata, ma strettamente limitata al danno fisico. Vengono dunque trascurate le problematiche esistenziali che talvolta spingono i ragazzi a mettere a repentaglio la loro vita. Il disagio psicologico trova infatti frequente espressione nei comportamenti “agiti”, ovvero azioni trasgressive e avventate (come la guida spericolata dopo l’assunzione di alcool) tramite le quali molti giovani tentano di evadere dalla sofferenza. Questi giovani che soffrono senza saperlo raramente sono in grado di chiedere aiuto ad un servizio psicologico; ma si rivolgono alle strutture sanitarie quando incidenti più o meno gravi li costringono a ricorrere d’urgenza al servizio di Pronto Soccorso (Carbone P., 2003).

A partire dalla seconda metà di giugno 2008, dunque, verrà attivato uno sportello d’ascolto nel Pronto Soccorso di Arezzo al fine di inserire una figura professionale, come lo psicologo, che aiuti i giovani incidentati a comprendere ciò che ha motivato l’esposizione al rischio e a riconoscere il proprio ruolo nel determinarsi dell’evento, al fine di individuare i giovani a rischio, indirizzarli ai servizi territoriali adeguati e prevenire le recidive. Il progetto sarà coordinato dal Centro di Documentazione del Dipartimento delle Dipendenze di Arezzo, e si avvarrà di psicologi clinici esperti nelle attività di prevenzione e nelle problematiche giovanili reclutate tramite specifica convenzione con una Associazione di Promozione Sociale.

Gli obiettivi specifici del progetto sono distinguibili in due aree: la ricerca e la prevenzione.

Per quanto concerne la ricerca, gli operatori intendono realizzare un’analisi epidemiologica che permetterà di rilevare la frequenza, le caratteristiche socio-anagrafiche e le cause per le quali i giovani si sono recati al servizio di Pronto Soccorso di Arezzo nel periodo preso in considerazione (1 anno). In particolare, verranno evidenziati degli indicatori di rischio, come l’eventuale uso di sostanze psicotrope, ovvero le caratteristiche del sottogruppo costituito da coloro che hanno richiesto al suddetto servizio interventi ripetuti (alti utilizzatori).

Inoltre verrà realizzata un’analisi delle caratteristiche psicologiche dei giovani che si rivolgeranno al Pronto Soccorso di Arezzo, attraverso il colloquio clinico e degli strumenti psicodiagnostici. I dati così raccolti consentiranno di mettere a confronto i giovani incidentati afferenti al Pronto Soccorso di Arezzo con gruppi di controllo (giovani afferenti non incidentati) e con i dati raccolti in ricerche-intervento che si stanno svolgendo parallelamente nei Pronto Soccorso di due Ospedali di Roma e Parma.

Infine, i risultati verranno pubblicizzati attraverso articoli scientifici, stampa divulgativa e convegni, al fine di incrementare la sensibilità al fenomeno e la promozione di analoghi interventi preventivi.

Per la realizzazione del secondo obiettivo, la prevenzione, gli operatori del Ce.Do.S.T.Ar si impegnano a fornire uno spazio di ascolto, accoglienza, informazione e consulenza per i giovani che si rivolgono al Pronto Soccorso di Arezzo. Attraverso il colloquio clinico, gli psicologi si propongono di analizzare la domanda dei giovani utenti ed elaborare il senso sottostante al comportamento (incidente vs altro) che li ha condotti al Pronto Soccorso, al fine di prevenire le recidive, individuando le dinamiche che hanno portato all’incidente e intervenendo in modo mirato con quei giovani che, a causa di comportamenti imprudenti o trasgressivi, si espongono ripetutamente al rischio.

I giovani utenti saranno messi a conoscenza dei servizi territoriali per ricevere maggiori informazioni, sostegno e per richiedere un eventuale trattamento terapeutico. In particolare, i giovani ritenuti a rischio, attraverso la diagnosi precoce dei casi in cui l’incidente è espressione di un problema psicologico-comportamentale (depressione, dipendenza da sostanze, devianza…), verranno inviati ai Servizi territoriali competenti.

In questo modo gli psicologi operanti in Pronto Soccorso si propongono come nodo della rete che facilita il collegamento tra i Servizi (Ser.T., Ospedale, etc.), al fine di migliorare il supporto professionale per una piena accoglienza delle problematiche psicofisiche della cittadinanza.

Progetto disponibile alla pagina: www.cedostar.it/varia/Progetto_Dillo_a_me_Pronto_Soccorso_Arezzo.pdf

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