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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHEDipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana |
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Ecstasy a designer drug Cenni storici
Descrizione della molecola NHCH L’mdma è un derivato di sintesi dell’amfetamina (1-fenil-2-propamina), sostanza sintetizzata nell’800 ma studiata a partire dagli anni ’30. Negli stessi anni iniziò a diffondersi come sostanza d’abuso nel nord America e successivamente nei paesi scandinavi e nella Gran Bretagna. Le Metossiamfetamine (gruppo di derivati anfetaminici che comprende anche l’ecstasy) ebbero notevole sviluppo e diffusione negli anni ‘60, anche a seguito dell’interesse sorto intorno all’uso di sostanze psicotrope dagli effetti riconducibile alla mescalina (un alcaloide estratto dal Peyote). La grande famiglia sintetica delle metossiamfetamine si accresce continuamente per la facilità di fabbricazione e per il tentativo di sfuggire alle maglie della Legge che stenta a tenere il passo dei fabbricanti illegali nell’inserire le sostanze nel novero delle illegali. Nella pletora dei derivati anfetaminici si distinguono quelli sostituiti sull’anello benzenico per metossidazione che hanno effetti allucinogeni dom o per metilazione mdma che hanno effetti prevalentemente entactogeni, i derivati per sostituzione sulla catena laterale avranno effetti euforizzanti. Tra i molti derivati possibili per sostituzione nell’anello benzenico ricordo:
Meccanismo d’azione
Meccanismo d’azione Blocco del trasporto della 5HT nelle vescicole sinaptiche La MDMA penetra nel terminale sinaptico probabilmente in scambio con la 5HT e blocca il “carrier” per il trasporto delneurotrasmettitore all’interno delle vescicole sinaptiche che si trovano nel bulbo terminale della assone serotononergico. Inibizione dell’isoenzima A della MAO In questo modo la concentrazione nel ciotoplasma di 5HT supera quella del vallo sinaptico e determina l’inverzione del senso del trasporto del “carrier” di membrana, per questo la 5HT accumulata si riversa nello spazio sinaptico, potenziando la comunicazione serotoninergica Affinità per i recettori della 5HT a2 ed M1 Depressione dell’attività della Triptofano Idrossilasi Nei tempi medio-lunghi successivi all’uso di MDMAsi assiste per questo alla riduzione dell’efficienza del sistema serotoninergico per la diminuzione della sintesi della 5HT stessa. Questo è dimostrato nell’uomo dalla diminuzione nel liquor della concentrazione di 5HIAA Incremento della trasmissione Dopaminegrgica L’incremento dell’attività del sistema serotoninergico determina la diminuzione dell’attività del sistema gabaergico, di per sé inibente del sistema dopaminergico Farmacocinetica
È possibile reperire il farmaco nei tessuti cheratinici, unghie capelli Tossicità acuta: nel ratto incrementa l’attività locomotoria, nel cane e nei primati non umani ha effetti simpaticomimetici, determinando midriasi, salivazione, piloerezione ed incremento della temperatura corporea. Studi condotti su topo, scimmia scoiattolo e gatto hanno confermato una marcata neurotossicità a carico dei sottili terminali assonali dei neuroni serotoninergici della neocortex del talamo e del rafe dorsale. La degenerazione inizia 30-48 ore dopo l’assunzione quando si determinano dilatazioni varicose e dilatazione degli assoni, e persiste per diversi mesi.LO stereoisomero levogiro è marcatamente più neurotossico del destrogiro. La reinnervazione risulta parziale e anomala, impossibile nei primati non umani. Il picco della concentrazione della 5HT si verifica nelle ore immediatamente successive all’assunzione, successivamente, e per alcune settimane, a causa della diminuzione dell’attività della Triptofano idrossilasi si ha una diminuzione di questo valore. Nell’uomo si registra una riduzione della concentrazione liquorale dell’ acido 5idrossindolacetico, catabolita della 5HT. Nell’uomo si sono verificati difficoltà resperitorie, rabdomiolisi, coagulazione intravasale disseminata,ipertermia maligna, morte Gli effetti avversi determinati dall’assunzione di MDMA sono peggiorati dalla “aggregation toxicity” ovvero da quelle condizioni di grave affollamento La tossicità dell’ectsasy è anche determinata da i contaminanti: l’acetato di piombo e il safrolo, o olio di sassofrasso. Segni
Sintomi
Effetti neuropsichiatrici Effetti acuti (entro 24 ore)
Effetti sub.acuti (entro un mese)
Effetti cronici (oltre un mese)
Atteggiamento
La letteratura nazionale
ed internazionale propone lo studio dell’atteggiamento dei giovani nei confronti
del consumo delle droghe di sintesi. Alla luce di queste analisi si capisce che
il fenomeno viene percepito in maniera anomala rispetto alla “vecchia
tossicodipendenza”. Variabili di genere I maschi più delle femmine tendono ad attribuire all’ecstasy forti capacità entactogene, egualmente i maschi tendono a sottostimare la pericolosità di questa sostanza rispetto ad altre psicotrope. Nello stesso modo la popolazione maschile è portata a ritenere che l’uso di ecstasy causa di dipendenza in misura inferiore rispetto a quella femminile. In linea generale la popolazione maschile è incline ad avere riguardo l’ecstasy un atteggiamento nettamente più positivo e facilitato. Variabili anagrafiche Con l’incremento dell’età si verifica una modificazione della percezione della sostanza nel senso del riconoscimento della sua reale pericolosità tossica, e si è portati a ridurre il credito verso motivazioni positive per il suo uso ad essa associato. Tuttavia i ragazzi più grandi tendono a diminuire la connotazione negativa dell’uso di ecstasy. Questa apparente contraddizione si spiega con il riconoscimento di una tendenza, maturata con l’età, a valutare le caratteristiche pericolose della sostanza, alla quale si unisce la sensazione di poterne controllare l’uso, per un senso accresciuto di potenza e di efficacia. Variabili familiari Chi ha avuto esperienze d’abuso in famiglia tende ad avere un’immagine del consumatore socialmente più accettabile dell’altra parte del campione e a sottovalutare gli aspetti di pericolosità e di rischio ad essa connessi. A cura del Dott. Marco Becattini, Medico Specialista in Psichiatria - Ser.T arezzo |
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visualizzazione ottimale 1280 x 1024 pixel - Ultimo aggiornamento: 30-01-12 © Ce.Do.S.T.Ar. - Centro Documentazione e Ricerca sul Fenomeno delle Dipendenze Patologiche del Ser.T. di Arezzo, 2006 Responsabile: Dr Fiorenzo Ranieri (ranieri@cedostar.it) Direttore Dipartimento Dipendenze Az USL 8 Arezzo: Dr Paolo E. Dimauro Sito costruito e aggiornato da Fiorenzo Ranieri e da Ilaria Caremani caremani@cedostar.it, salvo diversa indicazione |