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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

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FARMACODIPENDENZA

 La farmacodipendenza è un argomento piuttosto complesso dato che, non solo include una gran varietà di sostanze, ma anche perchè si sviluppa molto lentamente e difficilmente il soggetto la considera alla stregua di una malattia da trattare.

La farmacodipendenza viene definita come uno stato psichico e talvolta fisico, risultante dall’interazione tra un organismo vivente  e un farmaco, caratterizzato da modificazioni comportamentali e da altre reazioni che implicano sempre una compulsione a prendere il farmaco periodicamente o continuativamente per sperimentare i suoi effetti psichici e talvolta per alleviare il malessere derivato dalla sua mancanza. Un individuo può essere dipendente da uno o più farmaci.

Il tipo ed il grado di dipendenza, che varia molto da sostanza a sostanza, può essere di tipo fisico e/o psichico.

Il farmacodipendente, permanentemente o episodicamente assume sostanze che agiscono sulla psiche, senza alcuna motivazione medica, subendone danni. I danni possono essere di carattere:

  •  fisico (ad esempio mancanza di equilibrio)

  • psichico (ad esempio alterazioni nel carattere)

  •  sociale (ad esempio inabilità al lavoro)

Si distingue tra DIPENDENZA PSICHICA, piuttosto evidente, e DIPENDENZA FISICA, che  non si presenta con tutte le sostanze, ma per esempio nei Barbiturici, dopo molto tempo, può essere tanto nociva da dominare il quadro clinico. Nella dipendenza psichica possiamo distinguere due fenomeni:

- l’incapacità di smettere (incapacità di astinenza);

- la tendenza ad assumere dosi maggiori e sempre più frequentemente (incapacità di controllarsi).

Questi  fenomeni possono manifestarsi nello stesso ammalato, in genere in intervalli diversi di tempo, ma permangono finché non si raggiunge l’astinenza.

La dipendenza fisica si manifesta nella sindrome della crisi di astinenza che può essere superata rinnovando l’assunzione del farmaco.

Riconoscere uno stato di farmacodipendenza non è facile, ma ci sono alcuni comportamenti che possono essere  considerati utili indicatori dell'insorgenza di tale dipendenza. Di seguito ne vengono elencati alcuni:

1. Non riuscire con le proprie forze ad interrompere l’assunzione di psicofarmaci.

2. Assumere di frequente dosi diverse da quelle prescritte.

3. Far prescrivere il proprio farmaco da più medici.

4. Sotto l’effetto del proprio farmaco danneggiare se stessi e gli altri.

5. Falsificare le ricette o utilizzare familiari per rifornirsi di medicinali.

6. Mentire a dottori e farmacisti per ottenere i farmaci desiderati.

7. Soffrire di black out mnemonici a causa dell’assunzione di farmaci.

8. Consumare medicinali per ottenere un “effetto sballo”.

9. Pensare in continuazione a come procurarsi rifornimenti.

10. Soffrire di allucinazioni audio-visive se privati dei farmaci.

11. Provare l’indomabile desiderio di assumere ulteriormente un farmaco dopo averne preso una

piccola dose.

12. Ingannare gli altri in merito al proprio abuso di farmaci o cercare di diminuire la portata.

Per prevenire in modo efficace uno stato di farmacodipendenza è necessario, prima di tutto  individuare le cause che possono determinare l' abuso del farmaco, ma anche conoscere gli effetti collaterali che il farmaco può produrre.

Alcuni fattori sociali possono favorire l’insorgere di questo fenomeni. Tra questi vanno ricordati:

  •  la grande offerta di farmaci con attività psicotropa (oltretutto continuamente in aumento);

  •  la vendita diffusa degli stessi;

  •  il concetto di diritto di benessere e la diminuita resistenza verso qualunque malessere e sofferenza;

  •  la maggiore integrazione sociale offerta al farmacodipendente piuttosto che alla persona che soffre;

La prevenzione in questo campo  può essere primaria e secondaria.

Prevenzione primaria vuol dire intervenire precocemente, ovvero prima che si manifestino i sintomi di un abuso o di una situazione di dipendenza. A questo scopo il medico è la figura che più di ogni altra può intervenire, sfruttando qualsiasi occasione per informare i pazienti sugli effetti dei farmaci che assumono. A tal proposito, il medico dovrebbe sempre tener presente che:

- la dipendenza può insorgere anche a seguito di farmaci prescritti;

- determinate condizioni sociali possono provocare una sempre maggior richiesta di farmaci;

- il paziente ottiene le informazioni principalmente dal medico stesso.

La prevenzione secondaria si attua una volta scoperta della dipendenza dal farmaco e nella fase del trattamento precoce. La diagnosi può rivelarsi difficile, poiché raramente si verificano eccessi tali da rendere l’abuso e la dipendenza facilmente identificabili. Più frequentemente la farmacodipendenza può essere mascherata per anni e si può al massimo rendere visibile in qualche occasione. Il medico deve quindi percepire il significato che ha il farmaco per il paziente e deve essere cosciente del fatto che molto spesso il farmaco affievolisce solo dei disturbi superficiali.

 

Fonte: Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive (S.I.I.P.A.C.)

Pagina a cura di Ilaria Caremani

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