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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHEDipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana
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LA DIPENDENZA DA TELEVISIONE, DA COMPUTER, DA INTERNET La teledipendenza è sempre il frutto di un consumo eccessivo di televisione o di una fissazione anomala nei suoi confronti. Con il termine “consumo eccessivo” si intende la contemplazione regolare di una quantità eccessiva di televisione, mentre “fissazione anomala” sta ad indicare l’abitudine di guardare la televisione in condizioni del tutto sconsigliabili, per esempio in un atteggiamento silenzioso ed immobile, da soli o ignorando la compagnia di possibili persona presenti, ecc. Quindi, le due fonti principali della teledipendenza sono: Teleabuso (Contemplazione regolare di una quantità eccessiva di televisione) Telefissazione (Contemplazione della televisione da soli, in atteggiamento silenzioso ed immobile) La diffusione della teledipendenza assume proporzioni assai vaste e ciò è dovuto al fatto che si abusa nel consumo di televisione e perché non si è ancora imparato a guardarla in maniera corretta. Esistono teleabusi a tutte le età, da quando si nasce fino a quando si muore. I capricci fatti dai bambini per vedere la TV cominciano già all’età di 3 anni. La complicità degli adulti si riflette nell’uso che essi ne fanno per tranquillizzare il bambino, come se la televisione fosse una baby-sitter. La gran parte dei bambini occidentali in età scolare guardano più di tre ore di televisione la giorno. Secondo alcuni studi condotti dall’UNESCO, la popolazione in età scolare di molti paesi sviluppati rimane davanti alla TV per un numero di ore quasi corrispondente alla durata dell’intera giornata scolastica. La televisione ruba così il tempo dedicato alla lettura, al gioco e alla socializzazione con i coetanei. La raccomandazione preventiva per i bambini di questa età è quella di non superare un consumo giornaliero maggiore ai 60-90 minuti. Qui sta il confine tra uso e abuso. La passione eccessiva per la televisione coinvolge però anche gli adolescenti e gli adulti, creando non pochi disagi. Il teleabuso provoca una specie di intossicazione cronica che trasforma gradualmente la mentalità del telespettatore che diventa passivo (con perdita di iniziativa, impulso e senso critico) ed apatico (con indifferenza e mancanza di motivazione), come se si trovasse al livello del nirvana di Buddha, dal quale esce ogni tanto con un’ondata di impulsività spesso interpretata come un comportamento violento. Il teleabusante si ritrova immerso in un mondo di profonda apatia con scoppi di violenza improvvisa . La caratteristica principale della telefissazione è l’assoluta immersione della mente del telespettatore nello schermo, in modo ripetuto o prolungato. Il suo effetto è un’intossicazione televisiva acuta che si riflette in uno stato mentale che oscilla tra l’ebbrezza o il trance estatico ricco di fantasie ed il vuoto tipico di una semiparalisi mentale. I fine settimana sono il momento privilegiato per combinare la telefissazione con una scorpacciata televisiva. Gli effetti di questa combinazione si fanno sentire il lunedì e il martedì manifestandosi in un’incapacità di fissare l’attenzione. Nel caso dei bambini di qualunque età, la telefissazione provoca uno stato di trance semiipnotico. L’immagine televisiva si sdoppia e divora la mente infantile, se durante questo processo non intervengono i commenti di un adulto presente. Quasi lo stesso accade negli adulti dotati di scarsa energia psichica, ipersensibili, ultraricettivi o molto suggestionabili. Il quadro complessivo della teledipendenza si sviluppa progressivamente andando a scapito del rendimento scolastico o dell’efficienza sul posto di lavoro, della comunicazione sociofamiliare e perfino del livello intellettuale ed affettivo del soggetto, sempre più caratterizzato dall’apatia, da un atteggiamento passivo e dalla mancanza di senso critico. Relativamente alla dipendenza da computer e da Internet, bisogna precisare che non tutte le persone che li usano ne diventano poi dipendenti. Nelle case, sul posto di lavoro e a scuola, milioni di persone ogni giorno spediscono le loro e-mail, ricercano dati per i loro studi e affari, si tengono aggiornati, ecc. Questo tipo di utente non resta alzato tutta la notte per colloquiare nelle chat line, né va a trucidare draghi nei giochi interattivi bensì continuano a prestare attenzione alle relazioni che hanno nella vita reale e non si sottraggono ai loro obblighi e alla loro responsabilità quotidiane. Eppure, ogni giorno un numero sempre maggiore di utenti e di loro familiari viene fuori con racconti angosciosi di vite sfuggite a ogni controllo. Per queste persone, il solo fatto di digitare la propria password ha dato origine a una serie di grossi problemi nel momento in cui sono arrivati a considerare Internet non come uno strumento tecnologico, ma come una tentazione tecnologica. La maggior parte degli studi condotti sull’argomento hanno dimostrato che: · molti Internet-dipendenti avevano già significativi problemi emotivi o psichiatrici ancora prima di essersi mai collegati alla rete; · molti Internet-dipendenti sono ex alcolisti o ex tossicodipendenti; · gli uomini e donne fanno uso del mondo on line in modo molto diverso: i primi sono più orientati verso le fonti di informazione, giochi interattivi di tipo aggressivo, spazi chat sessualmente espliciti e cyberpornografia, le seconde prediligono le chat room per allacciare amicizie che diano qualche tipo di sostegno, per cercare un’avventura romantica o per lamentarsi dei mariti. Le donne, inoltre, vivono con sollievo il fatto che nessuna persona incontrata in Rete possa conoscere il loro aspetto fisico; · molti Internet-dipendenti adottano in Rete personalità diverse; · è sbagliato credere che tutti gli Internet-dipendenti siano timidi, molti di loro sono infatti estroversi e sicuri di sé; · tra gli Internet-dipendenti la negazione del problema è molto diffusa, come peraltro lo è per qualunque tipo di dipendenza. I danni più frequenti provocati da tale tipo di dipendenza sono: 1. obesità, legata non solo al poco movimento, ma anche all’abitudine di “spiluccare” snack e merendine davanti al monitor; oppure perdita di appetito, legata all’estraniazione del mondo reale; 2. dolori articolari; 3. danni alla vista; 4. vertigini e senso di nausea; 5. alienazione; 6. difficoltà familiari, conseguenti all’acuirsi delle carenze comunicative che si registrano tra i dipendenti della rete. Per valutare la possibile dipendenza da internet è utile utilizzare il test UADI, pubblicato dal Giornale Italiano di Psicopatologia, o una più sintetica scala di valutazione
Pagina a cura di Ilaria Caremani scaricabile l'articolo di F. Ranieri: Internet e psicoanalisi (www.cedostar.it/documenti/internet_e_psicoanalisi.PDF) |
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visualizzazione ottimale 1280 x 1024 pixel - Ultimo aggiornamento: 30-07-10 © Ce.Do.S.T.Ar. - Centro Documentazione e Ricerca sul Fenomeno delle Dipendenze Patologiche del Ser.T. di Arezzo, 2006 Responsabile: Dr Fiorenzo Ranieri (ranieri@cedostar.it) Direttore Dipartimento Dipendenze Az USL 8 Arezzo: Dr Paolo E. Dimauro Sito costruito e aggiornato da Fiorenzo Ranieri e da Ilaria Caremani caremani@cedostar.it, salvo diversa indicazione |