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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

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KIT dell'ISTITUTO SUPERIORE di SANITA'

con "Te .. e il video - storia d'amore, d'alcol e di guida"

modulo per la richiesta scaricabile all'indirizzo www.cedostar.it/documenti/modulo_richiesta_kit_alcol_iss.PDF

L'Istituto Superiore di Sanità ha avviato (aprile 2005) una campagna rivolta ai giovani: "Gli Stili di vita per la prevenzione delle tossicodipendenze" con un kit che si occupa di alcol rivolto alle scuole. Tutti gli insegnanti delle scuole medie superiori potranno richiedere la distribuzione nelle loro classi del kit messo a punto dall'Ossfad dell'Iss che, attraverso il video del CEDOSTAR "Te .. e il video - storia d'amore, d'alcol e di guida", un percorso multimediale interattivo e del materiale informativo, spiegherà agli studenti tra i 15 e i 19 anni gli effetti dell'interazione tra alcol e guida e in generale come un consumo eccessivo di bevande alcoliche incida negativamente sulle capacità psico-fisiche e sulle performances. Il progetto dell'Iss si basa sul Problem Based Learning (Pbl), propone cioè l'apprendimento partendo dalla discussione di un problema, stimolata anche dalla proiezione di un video. “Col Pbl – affermano i responsabili dell’Iss - si stimola un lavoro di ricerca che, sotto la guida del docente, mette gli studenti, le loro conoscenze e il loro vissuto al centro dell'indagine conoscitiva”. La scelta di un video come mezzo per esporre il problema è motivata dalla forza che le immagini e i temi trattati rivestono nei processi mnemonici. Nasce così l'idea di inserire "Te…e il video: storia d'amore, d'alcol e di guida", dove un ragazzo e una ragazza poco più che maggiorenni portano in scena i meccanismi di seduzione tipici dell'età giovanile. Ma anche l'impegno sociale e la nascita di un amore. Ecco in punti il percorso proposto dall'Iss che si snoda per tappe.

  • Nella prima vengono chiariti i termini del problema, presentato sotto forma di caso o racconto prima che il discente abbia acquisito concetti o informazioni. Il tema viene così discusso collettivamente per comprendere le conoscenze e le credenze di partenza dei ragazzi. La criticità del tema viene poi riassunta dall'insegnante in una domanda che serve, non solo a testare le reali conoscenze, ma soprattutto da guida allo sviluppo del successivo lavoro. Il problema di partenza può ad esempio essere "bastano due birre per farsi ritirare la patente?". Ma va bene qualsiasi altra domanda che racchiuda e suggerisca numerosi altri interrogativi: "qual è il contenuto alcolico di una birra?", "cosa dice la legge?" e così via. “L'importante è che si instauri una vera e propria discussione interattiva – afferma l’Iss -, si comprenda qual è il reale livello di conoscenza del problema e si orienti correttamente la successiva ricerca”.

  • A questo punto, quando il problema è posto, viene proiettato e presentato il film, realizzato dal Cedostar di Arezzo, che dà lo spunto per altre domande e riflessioni. Giacomo e Sara, che sono appunto i protagonisti del filmato, sono due giovani che si stanno innamorando e che tra ideali, ansie, insicurezze, amore e impegno sociale portano in scena il tema scottante dell'alcol e degli effetti deleteri che può avere sulla guida, ma in fin dei conti anche sul finale a lieto fine di una storia d'amore.

  • Dopo la proiezione del film inizia la vera e propria discussione, guidata e facilitata dall'insegnante. Vengono riordinati i quesiti e organizzati quattro corrispondenti gruppi di lavoro per analizzare cosa, come e quando si beve, gli effetti dell'alcol sul corpo e sulla mente, la legislazione e le strategie per il controllo dell'alcol. Ogni gruppo elegge poi un project leader, che elabora al termine della ricerca un documento unico e conclusivo, un altro che riporta il giudizio sul video e infine una proposta per una campagna o un'attività finalizzata a prevenire l'abuso di alcol da parte dei giovani.

  • I risultati delle differenti ricerche da parte dei singoli gruppi vengono esposti all'intera classe.

  • L'ultima tappa del percorso prevede l'elaborazione di un documento finale, una sorta di tesina di gruppo da inviare in formato elettronico all'Ossfad dell'Iss all'indirizzo e-mail osservatorio.fad@iss.it o per posta all'indirizzo di Viale Regina Elena. 299 - 00161 Roma (o ancora per fax al n° 06/49902016). Tutti i documenti inviati saranno pubblicati sul sito dell'Iss e una giuria di esperti assegnerà un premio alla classe che avrà realizzato il documento più completo, originale e attendibile.

Il kit, oltre al video e al materiale informativo basato su quello prodotto dal Centro Nazionale Alcol - Ossfad, comprende anche un cd-rom in cui sono contenute le medesime informazioni del materiale cartaceo e da cui è possibile collegarsi alle pagine web di alcuni siti (istituzionali) che affrontano il problema della diffusione dell'alcol tra i giovani: www.iss.it/sitp/ofad, www.ministerosalute.it , www.alcolonline.org , www.cedostar.it .

 Afferma Emanuele Scafato, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Alcol del Cnesps – Ossfad: "Abbiamo pensato al kit per fornire uno strumento capace di favorire una maggiore capacità critica dei giovani riguardo i modelli e le tendenze di consumo delle bevande alcoliche; l'obiettivo è anche quello di suscitare un ragionamento capace di sfatare i miti spesso fuorvianti che gravitano intorno all'alcol e che appaiono oggi radicati nel mondo giovanile. "Con uno scenario così problematico eravamo obbligati a pensare uno strumento di impatto, in grado di ‘colpire’ e ‘bucare’ in modo altrettanto intenso l'immaginario dei giovani – continua Scafato -. Con il kit "Gli Stili di vita per la prevenzione delle tossicodipendenze - Se sai navigare, sai come bere", che verrà distribuito nelle scuole a richiesta degli insegnanti, riteniamo di aver realizzato questo obiettivo. Si tratta infatti di uno strumento pilota, perfettibile ma originale, il cui percorso cerca di stimolare la curiosità tipica dell'adolescenza sollecitandone la creatività; grazie all'interazione e al prezioso coinvolgimento del docente, attiva i giovani che, liberati dal consueto ruolo passivo di discenti che apprendono nozioni e postulati, possono diventare protagonisti e ‘produttori’ di una informazione generata dall'esperienza del gruppo, dalla discussione, dallo scambio di esperienze. Sarà, infine, il lavoro dei giovani ed i prodotti finali realizzati che verranno inviati all'Istituto Superiore di Sanità ad orientare quanti hanno con entusiasmo collaborato alla realizzazione del kit a ridefinire una strategia di più ampio respiro che possa favorire la prevenzione degli effetti dannosi dell'alcol tra i giovani e che possa supportare scelte informate e consapevoli"

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