CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze della Azienda U.S.L. 8 di Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

 

 

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LA DISCIPLINA GIURIDICA DELLA TOSSICODIPENDENZA DAL REGOLAMENTO DEL 1929 AL DPR 171 DEL 1993

Nelle pagine collegate una raccolta completa dei principali testi di legge

il Dipartimento delle Dipendenze nella legislazione Regione Toscana

scaricabile la proposta Fini al 13.11.2003

Regolamento dell’11 aprile 1929: con tale provvedimento il nostro ordinamento prende atto per al prima volta del fenomeno droga. Tale regolamento proibisce il commercio abusivo di sostanze aventi azione stupefacente.

La legge n. 130 del 1933: rende vigente anche in Italia la Convenzione Internazionale di Ginevra del 1931.

Legge Sanitaria n. 1265 del 1934: il problema droga viene disciplinato non solo sotto l’aspetto amministrativo ma anche penale. L’art. 148 dispone che “l’elenco delle sostanze tossiche aventi azione stupefacente è determinato dal Ministro dell’Interno tenuto conto di quanto stabilito nelle convenzioni internazionali”. La coltivazione del papavero e la produzione dell’oppio è lecita e possibile solo in seguito alla concessione di un’autorizzazione. Inoltre, viene sanzionato penalmente chi pur disponendo dell’ autorizzazione a vendere sostanze stupefacenti, le venda a scopo non terapeutico.

Accanto alla legge del 1934 si pongono gli artt. 446, 447, 729 e 730 del Codice Penale Rocco , il quale sanziona: il commercio clandestino, l’agevolazione all’uso di stupefacenti, l’abuso di stupefacenti e la somministrazione ai minori. Tali artt. Saranno poi abrogati con la legge 685/75, mentre le norme della L. 1265/34 saranno abrogate dalla l. 1041/54

La norma cardine della legge del 1934 è l’art. 6 che punisce con la reclusione da 3 a 8 anni chi intraprenda attività inerenti agli stupefacenti senza disporre di autorizzazione.

Il farmacista che vende le sostanze stupefacenti è tenuto a possedere un registro di carico e scarico. I medici hanno l’obbligo di denunciare i tossicodipendenti in cura (qualora si tratti di tossicomane “pericoloso per sé o per gli altri” vi è la previsione del ricovero disposto dal pretore.

Legge 1041 del 1954: disciplina la produzione, il commercio e l’impiego degli stupefacenti in modo più analitico rispetto alla normativa precedente.

Legge 685 del 1975: oggetto di questa normativa è“la disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, la prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza” .

Si tratta di una legge che si è formata tenendo conto della Convenzione dell’ONU del 1972; a livello nazionale del ruolo del Ministero della Sanità; a livello locale delle attribuzioni delle Regioni in relazione alle loro competenze.

Mentre la legge del 1954 prevedeva un’unica tabella delle sostanze stupefacenti e non dettava alcun criterio per la loro identificazione , nel 1975, invece, il legislatore distingue gli stupefacenti in sei tabelle ed indica i criteri attraverso i quali operare le distinzioni.

Deputate alla cura, prevenzione e riabilitazione sono le Regioni espressioni di una volontà di intervento pubblico assente nella legge del ’54.

Rispetto alla legge del 1954, quella del 1975 presenta le seguenti novità di rilievo:

  • Depenalizzazione per l’acquisto e la detenzione di stupefacenti e sostanze psicotrope per uso personale. Al consumatore, però, viene fatto l’obbligo di testimoniare nei procedimenti per droga;
  • Riconsiderazione del tossicodipendente, quale persona da curare, riabilitare e reinserire nel mondo del lavoro e nella vita di relazione;
  • Diritto dell’assistito a mantenere l’anonimato;
  • Espulsione dello straniero che commesso reati di roga;
  • Inasprimento delle pene per i trafficanti, i promotori, gli organizzatori e i finanziatori di crimini organizzati;
  • Esplicita inclusione delle sostanze psicotrope di cui alla Convenzione di Vienna (1972).

Legge 162 del 1990: pur ponendosi in maniera diversa, rispetto al passato, conserva una certa continuità con la legge del 1975 poiché molti articoli sono rimasti invariati. Fondamentalmente questa legge si differenzia dalla precedente perché abroga il principio della non punibilità in caso di “modica quantità” affermando al contrario la punibilità dell’uso di stupefacenti. Questa legge è caratterizzata dalla conferma della linea proibizionista nei confronti sia delle droghe pesanti che di quelle leggere (in particolare cannabis e derivati).

Sul piano della prevenzione vi è una maggiore incisività degli interventi informativi ed educativi che riguarda da una parte i giovani e la scuola e dall’altra, le forze armate.

Fondamentale nell’attività di recupero è il programma terapeutico e socio-riabilitativo, concordato con il servizio pubblico per le tossicodipendenze (Ser.T), a cui si accede per libera determinazione e nel più assoluto anonimato.

Nello stesso anno, le norme in vigore sono raccolte in un apposito Testo Unico approvato con D.P.R. 1990, n. 309.

Il Testo Unico è stato modificato dopo il Referendum del 1993, che ha abrogato le sanzioni penali a carico dei consumatori di stupefacenti. La maggior innovazione introdotta dal Referendum è rappresentata dalla depenalizzazione dell’uso personale di sostanze stupefacenti. Da ciò deriva che è penalmente sanzionata soltanto la destinazione a terzi della sostanza e che conseguentemente è punito con una sanzione amministrativa l’acquisto e comunque la detenzione di sostanze stupefacenti psicotrope destinate all’uso esclusivamente personale.

Legge n. 45 del 1999: ha attuato il decentramento alle Regioni di gran parte delle risorse finanziarie del Fondo Nazionale di Intervento per la Lotta alla Droga; ha istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per gli Affari Sociali, un Osservatorio permanente sull’andamento del fenomeno della tossicodipendenza; ha riqualificato i servizi pubblici (Ser.T) e del privato sociale e il relativo personale.

Testo aggiornato del D.P.R. 309/90 (con le modifiche della legge 49/2006 disponibile all'indirizzo http://droga.net/

Tabelle (con i limiti massimi di principio attivo art. 73 disponibile all'indirizzo http://droga.net/

 a cura di Ilaria Caremani

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