Modello cognitivo-comp

CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

 

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Approccio Cognitivo-Comportamentale alle dipendenze

 L’approccio cognitivo comportamentale si è rivelato di grandissima utilità ed efficacia nella prevenzione, diagnosi e trattamento delle dipendenze, sia quelle classiche da sostanze stupefacenti, sia per le nuove dipendenze.(Dipendenza da internet,, Gambling,da sesso,ecc.)

Cenni teorici.

L’approccio cognitivo comportamentale alle dipendenze riconosce il comportamento di abuso come un comportamento complesso appreso e mantenuto tramite i principi dell’apprendimento classico, il condizionamento operante, l’apprendimento sociale, che sono i pilastri teorici su cui si basa tale approccio.

Un presupposto fondamentale della Terapia Cognitivo comportamentale è che i comportamenti disfunzionali sono in buona parte frutto di errati o mancati apprendimenti e quindi possono essere corretti con tecniche ad Hoc e riacquisiti in modo che essi siano funzionali alla vita della persona.

Tali comportamenti disfunzionali possono quindi essere modificati con procedure sia cognitive che comportamentali.

La terapia cognitivo comportamentale inoltre aiuta il paziente a capire quali sono le variabili che innescano, facilitano e soprattutto mantengono il proprio comportamento da modificare: attraverso la tecnica dell’analisi funzionale il soggetto dipendente impara a riconoscere quali sono ad esempio i fattori di rischio all’uso di sostanze, impara a fronteggiarli e lavora altresì sulle conseguenze del suo comportamento che spesso si rivelano rinforzanti e quindi forti fattori di mantenimento e ostacolo al trattamento.

Attraverso poi strategie di fronteggiamento quali problem solving, assunzione di abilità di coping, rilassamento, la persona è in grado di aumentare le proprie abilità cognitive e comportamentali aumentando così il proprio livello di autostima e autoefficacia.

Tutto ciò permette alla persona sia di incrementare le proprie motivazioni al cambiamento rispetto ai comportamenti associati all’abuso di sostanza, sia di possedere maggiori strategie efficaci per raggiungere e mantenere l’astinenza dalla sostanza stessa.

Strumenti di assessment:

L’approccio Cognitivo comportamentale per una valutazione della persona rispetto alla condizione psicopatologica e rispetto in specifico all’utilizzo di sostanze e problemi correlati utilizza:

·         Il colloquio clinico

·         L’ASI (Addiction Severity Index)

·         C.B.A (Cognitive Behavioral Assessment)

·         M.M.P.I

·         SCID 1 e SCID 2 (DSM IV)

 Metodologie e tecnciche principali

·         Analisi funzionale

·         Colloquio motivazionale

·         Ristrutturazione cognitiva

·         Training di rilassamento

·         Tecniche di esposizione

·         Problem solving

·         Tecniche comportamentali

·         Training assertività

·         Training di autocontrollo

·         Tecniche per aumentare autostima e autoefficacia

·         REBT

 LA RELAPSE PREVENTION INVENTORY

E’ un espressione particolarmente articolate dell’approccio cognitivo comportamentale costituita al suo interno da molte tecniche interdipendenti; mira a sviluppare nell’utente strategie di autocontrollo.

Nata per gli alcolisti adesso è utilizzata per poliassuntori di sostanze stupefacenti e per i dipendenti dal gioco d’azzardo in quanto entrambe le dipendenze sono caratterizzate da pattern comportamentali che benché disunzionali ottengono una ricompensa immediata(rinforzo)

La RPT è un approccio psicoeducativo di autogestione che coniuga training di abilità con interventi cognitivi mirati ad insegnare al paziente nuove risposte adattive, a modificare convinzioni e aspettative maladattive perché distorte e a cambiare abitudini e stili di vita.

 Il primo passo che viene fatto con il paziente è quello di lavorare con lui sulla motivazione al cambiamento utilizzando la ruota del cambiamento di Prochaska e Di Clemente , illustrandola alla persona, individuando lo stadio in cui si trova e puntando molto sulla cd. Bilancia decisionale mettendo sulla bilancia i vantaggi e gli svantaggi di tale condizione di tossicomane.

 Un passaggio importante nel processo di trattamento è la rilettura, insieme al paziente, delle ricadute come “occasione di apprendimento”, una fase di transizione utile al cambiamento.

Questa riconnotazione positiva della ricaduta consente al paziente di evitare il cd. Effetto AVE( Astinence Violation Effect) ovvero le conseguenze cognitivo- affettive derivanti dalla violazione dell’astinenza, come il conflitto interno, il senso di colpa e la vergogna.

Il senso di fallimento che può derivare dalla ricaduta si può accompagnare a pensieri disfunzionali del tipo”Non ce la farò mai”,Ho compromesso tutto, “sono senza speranza”.

Questo complesso processo di valutazione cognitiva assieme all’effetto rinforzante della sostanza, sia a livello neurobiologico che cognitivo, portano facilmente al ritorno ad una condizione di dipendenza conclamata.

Inizialmente la persona viene addestrata ad individuare le situazioni ad alto rischio di ricaduta che sono suddivise in tre tipologie:

1.       Situazioni stimolo esterne.

2.       Stati emotivi interni

3.       Entrambe

Per l’individuazione ed il fronteggiamento di queste situazioni vengono utilizzate prima l’analisi funzionale e in seguito strategie adeguate di evitamento, esposizione e abilità di coping.

La RPT utilizza poi il diario del consumo  e del craving come tecnica di automonitoraggio.

La RPT è finalizzata a fornire al paziente le competenze per la gestione attiva del craving attraverso tecniche comportamentali, cognitive che promuovono un cambiamento nello stile di vita attraverso la modificazione di atteggiamenti convinzioni e comportamenti disfunzionali .

 La RPT si avvale quindi di:

STRATEGIE SPECIFICHE:

·         Individuare situazioni a rischio

·         Sviluppare modalità di coping

 STRATEGIE GLOBALI

·         Identificare fattori predisponenti, facilitanti e di mantenimento

·         Modificare stili di vita.

 Tali strategie prevedono tre tipi di intervento:

1.       Training delle abilità (includono risposte sia cognitive che comportamentali) per gestire le situazioni a rischio.

2.       Ristrutturazione Cognitiva

3.       Intervento sullo stile di vita.

Queste strategie forniscono al paziente le nozioni sui processi di apprendimento e favoriscono la ristrutturazione dell’AVE.

 Le AREE DI CONTENUTO riguardano:

Assertività

Gestione dello stress

Training di rilassamento

Capacità di problem solving

Potenziamento delle capacità comunicative.

Riconoscimento, espressione e gestione delle emozioni

Sviluppo di appropriate modalità comportamentali.

MODALITA’: Fornire informazioni, prove comportamentali, simulate, Role-Playing, Utilizzo di feed-bacK valutativo, modellamento, homework, addestramento in situazioni in immagine.

BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

·         Sacco G., Tecniche della terapia cognitivo-comportamentale.Melusina, Roma, 1989.

·         Sanavio E., Psicoterapia cognitiva e comportamentale, NIS, Roma,1991.

·         Meazzini P, Galeazzi A, Mente e Comnportamento, Giunti editore, Milno 2004.

·         ZanussoG., Giannantonio M. La riabilitazione psicologica del tossicodipendente: la comunità terapeutica, Franco angeli, Milano.1996.

·         Miller W.,Rollnick S., Il colloquio di motivazione. Tecniche di counseling per i problemi di alcol, droga e altre dipendenze.Erikson, Trento, 1996.

 Dr.ssa Chiara Bertini, Psicologa, Specializzanda in Terapia Cognitivo Comportamentale, tirocinante presso il Ser.T di Arezzo.

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