CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

 

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Il tossicodipendente lavoratore

Il rapporto con l’attività lavorativa si propone generalmente secondo uno schema comune e riproducibile: esso può essere definito come passaggio standard dell’interazione. 

La prima fase definita della latenza, evidenzia come la situazione di dipendenza, anche se richiedente un asservimento quotidiano, non compromette ancora il completo espletamento dei compiti legati alle mansioni svolte.

Il tossicodipendente cerca di comportarsi in modo tale da non farsi scoprire.

La seconda fase della conflittualità è caratterizzata dalla drammatica tendenza alla sovrapposizione delle esigenze nascenti dalla situazione di addiction rispetto a quelle lavorative.

In questa fase compaiono segnali significativi: assenze frequenti e ingiustificate, errori nello svolgimento delle proprie mansioni, assunzioni di sostanze durante l’orario di lavoro, richieste di anticipo dello stipendio, diverbi con i colleghi e infortuni sul lavoro.

Questi comportamenti contribuiscono a causare reazioni sempre più gravi nel datore di lavoro: dai provvedimenti disciplinari fino al licenziamento, proposte di abbandono del posto di lavoro con offerte economiche in contropartita, inasprimento del controllo in un clima generale di sospetto e diffidenza da cui discende inevitabilmente un grave rischio di emarginazione.

Solo raramente viene perseguita l’opportunità della conservazione del posto di lavoro per coloro che intendono sottoporsi al trattamento riabilitativo, una volta accertato il loro stato di tossicodipendenza, ai sensi dell’articolo 124 del DPR n. 309/90, per una serie di ragioni che spaziano dall’ignoranza della norma alla sfiducia nei risultati del trattamento.

In ogni caso si avvia una terza fase, definibile della cura, in cui il tossicodipendente si rivolge ad una struttura sanitaria pubblica o privata.

La quarta fase, denominata del reinserimento, si caratterizza per il reinserimento del soggetto nel sistema sociale e produttivo e dovrebbe coincidere con la riabilitazione psico-fisica.

Diritti e doveri di chi lavora

 I doveri principali del lavoratore dipendente, anche se fa uso di sostanze psicotrope, riconosciuti dallo Statuto dei lavoratori, sono 2:

1.      rispetto delle direttive impartite dal datore di lavoro o dal superiore

2.      la fedeltà, cioè il divieto di favorire la concorrenza

Il lavoratore ha però molti diritti sociali:

1.      la tutela del suo lavoro

2.      retribuzione equa e sufficiente

3.      sciopero e organizzazione sindacale

4.      riposo, ferie, pari opportunità di genere

5.      tutela del lavoro minorile

6.      sicurezza sociale

7.      privacy

 Le varie mansioni vengono regolamentate da contratti collettivi di categoria, che valgono solo per le imprese che li sottoscrivono e gli imprenditori che ricevono appalti per opere pubbliche. Il lavoro dei dipendenti pubblici viene regolato da apposite leggi.

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 © Ce.Do.S.T.Ar. - Centro Documentazione e Ricerca sul Fenomeno delle Dipendenze Patologiche del Ser.T. di Arezzo, 2006

Responsabile: Dr Fiorenzo Ranieri (ranieri@cedostar.it)

Direttore Dipartimento Dipendenze Az USL 8 Arezzo: Dr Paolo E. Dimauro

Sito costruito e aggiornato da Fiorenzo Ranieri e da Ilaria Caremani caremani@cedostar.it, salvo diversa indicazione