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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

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PROGETTO “HAPPY NIGHT”

Gli obiettivi

L’obiettivo primario del progetto è quello della realizzazione di una strategia di prevenzione del consumo ricreazionale di sostanze stupefacenti e alcol, promuovendo l’integrazione e il coordinamento degli interventi che sul territorio provinciale sono attuati da istituzioni e servizi operanti nell’ambito della riduzione della domanda e dei rischi connessi al consumo di sostanze stupefacenti.

Gli obiettivi specifici che il progetto inizialmente si prefigge di realizzare sono riassumibili in:

-         monitoraggio dei fenomeni legati al consumo di sostanze illegali e alcol nel mondo del divertimento notturno giovanile;

-         monitoraggio degli interventi di prevenzione rivolti al mondo della notte realizzati sul territorio provinciale e individuazione di una strategia integrata di prevenzione;

-         implementazione del lavoro di formazione rivolto agli operatori del mondo della notte, anche attraverso lo sviluppo di percorsi di formazione specifici per alcune figure professionali maggiormente coinvolte nel rapporto con i giovani frequentatori dei locali;

-         individuazione di strumenti di prevenzione mirati all’aumento della sicurezza dei contesti e dei frequentatori.

Per raggiungere tali obbiettivi si propone la realizzazione delle seguenti azioni:

1-     realizzazione di una ricerca per rilevare le dimensioni e le tendenze attuali circa il consumo di sostanze stupefacenti nei contesti ricreazionali notturni, al fine di poter tarare un successivo intervento. Si individua nel consumo di bevande alcoliche uno dei punti critici su cui è necessario elaborare strategie di prevenzione specifiche.

2-     Realizzazione di interventi di prevenzione rivolti ai frequentatori dei locali da ballo con la presenza di operatori di strada e l’utilizzo di un camper quale postazione esterna di lavoro. Utilizzo dell’etilometro quale strumento per interventi di riduzione dei rischi connessi al consumo di alcol.

3-     Elaborazione di un percorso di formazione rivolto sia al personale della sicurezza che ai P.R. delle discoteche. Si tratta delle figure professionali del mondo della notte che hanno i maggiori contatti con il target giovanile sia all’interno che all’esterno della discoteca.  In collaborazione con il Silb si individuano i bisogni formativi e le strategie adeguate allo sviluppo professionale di tali figure, che dovranno essere dotate anche di conoscenze inerenti la prevenzione del consumo di sostanze stupefacenti.

4-     Definizione degli standard di qualità per i locali notturni (bollino blu), attraverso la realizzazione di una “carta di qualità dei locali notturni” tenendo conto dei protocolli di intesa nazionali Governo-Silb e Ministero degli Interni-Silb. Standard relativi alla formazione del personale, in particolare quello addetto alla sicurezza, intervento degli operatori sociali all’interno e all’esterno delle discoteche, diffusione di materiale informativo.

I partners e la rete

I soggetti promotori del progetto sono il Dipartimento delle Dipendenze dell’Azienda Usl 8 di Arezzo, la Provincia di Arezzo, la Confcommercio di Arezzo ai quali si aggiungono con il secondo protocollo d’intesa, la Prefettura e il Centro Servizi Amministrativi ex Provveditorato agli Studi.

Poiché il progetto è di area provinciale, il ruolo di contenitore istituzionale di riferimento è svolto dalla Provincia di Arezzo, che si impegna a favorire il raccordo con i Comuni aretini e gli altri soggetti sociali interessati, e in particolare si impegna a promuovere occasioni di aggiornamento e sensibilizzazione per gli operatori dei locali notturni.

Il ruolo del Dipartimento delle Dipendenze, coordinando i servizi del territorio provinciale, è quello di fornire i contenuti tecnici e specialistici necessari al raggiungimento degli obiettivi generali, collaborando alla formazione del personale e assicurando la partecipazione attiva alle azioni di prevenzione centrate sui locali notturni.

Centrale è il ruolo del Silb – Confcommercio nel sostenere e nel collaborare alle iniziative di prevenzione all’interno dei locali, sensibilizzando i propri aderenti nel coadiuvare gli operatori socio-sanitari nella diffusione di messaggi e materiale informativo e favorendo la partecipazione del personale dei locali ai momenti formativi proposti.

La disponibilità della Prefettura a collaborare al progetto si realizza attraverso il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica; in particolare, sulla base del protocollo d’intesa nazionale stipulato tra il Ministero dell’Interno ed il SILB nel Febbraio 2001, si impegna nel favorire la formazione e l’aggiornamento delle “guardie giurate particolari” come addetti alla sicurezza legalmente riconosciuti.

Infine il Centro Servizi Amministrativi e la Consulta degli Studenti della Provincia di Arezzo assumono l’impegno di sensibilizzare e coinvolgere il mondo studentesco sulle tematiche del progetto di promozione della salute e della cultura della legalità.

Da un punto di vista tecnico operativo, i promotori istituzionali del progetto si avvalgono della collaborazione dell’Associazione D.O.G. (Dentro gli Orizzonti Giovanili) di operatori di strada di Arezzo, tramite apposite convenzioni stipulate con l’Azienda Usl 8. Quest’ultima, attraverso il Dipartimento delle Dipendenze ha la responsabilità della gestione operativa. L'Associazione D.O.G. si occupa di prevenzione primaria, secondaria e terziaria e gestisce servizi di unità di strada e di animazione con gruppi di adolescenti.

Di supporto al progetto è anche il Ce.Do.S.T.Ar. - Centro Documentazione e Ricerca sul fenomeno delle dipendenze patologiche del Ser.T. di Arezzo, per quanto riguarda la consulenza sul materiale informativo, la produzione dei gadgets e la fornitura degli strumenti tecnici e multimediali.

Le caratteristiche del progetto “Happy Night”

Il progetto “Happy Night” fin dall’inizio si caratterizza come un processo dinamico che, entro alcuni obiettivi generali di riferimento, può adattare i vari strumenti operativi agli elementi di contesto dipendenti sia dalla variabilità del mondo del divertimento notturno sia dalle peculiari caratteristiche delle zone della provincia di Arezzo.

Gli operatori del progetto “Happy Night” hanno puntato fin dall’inizio a proporre interventi ben organizzati e preparati nei dettagli in base alle diverse tipologie di locale e di target, tali da rappresentare interventi qualitativamente adeguati sia alle modalità relazionali dei giovani frequentatori dei locali, sia alle esigenze commerciali dei gestori.

Questo è stato il punto cruciale che ha permesso di conquistare la fiducia e la collaborazione di tutti i gestori dei locali della provincia e allo stesso tempo di mostrare la capacità del Servizio per le tossicodipendenze di proporsi su modelli comunicativi più vicini e adatti alle abitudini dei giovani, operando nella direzione di un cambiamento dell’immagine stereotipata legata al disagio, alla sofferenza, alla negatività.

Ma la specificità di questo progetto, al di là delle iniziative specifiche messe in atto, che si ritrovano in tanti altri progetti simili in ambito nazionale, è quella di collocarsi su un territorio vasto quanto tutta la provincia di Arezzo, coinvolgendo non un solo SerT, ma un intero Dipartimento, non una o poche discoteche, ma la generale realtà dei locali notturni della provincia.

Questo progetto ha cercato di tenere insieme due aspetti in apparenza solo contrastanti: quello di mantenere un livello di omogeneità adeguato al riferirsi territorialmente a tutta la provincia e quello di riconoscere e valorizzare le peculiarità zonali dei vari SerT, fra i quali alcuni avevano già fatto alcune esperienze in questo campo.

Si tratta di un aspetto non di poco conto, sia da un punto di vista organizzativo e istituzionale, ma soprattutto riguardo alla possibilità di condividere metodi, strumenti e significati all’interno di un dipartimento composto da 5 SerT distribuiti su un territorio abbastanza differenziato, che si confrontano oltre che al loro interno, anche con altri soggetti istituzionali e con i rappresentati sindacali dei gestori dei locali.

Un tale modello di lavoro necessita di una plasmabilità e dinamicità tali da conciliare gli obbiettivi generali, le finalità, i riferimenti culturali, i linguaggi, con le esigenze locali delle varie zone.

Se le finalità e l’approccio sono state fin dall’inizio un punto fermo condiviso da tutti i soggetti, un’altra caratteristica peculiare è quella di costruirsi come un processo dinamico, aperto ai cambiamenti in corso d’opera suggeriti da nuovi elementi di contesto, e dall’apporto costruttivo dei soggetti che in varia misura hanno lavorato e lavorano tuttora in questo settore, caratterizzandosi come un “work in progress” che si arricchisce dell’esperienze e soprattutto di quella riflessione nel corso dell’azione che è alla base di ogni apprendimento.

Queste due caratteristiche specifiche del progetto, vale a dire l’identità sul livello provinciale associata alla valorizzazione delle realtà locali e la dinamicità, sono due elementi inscindibili e necessari l’uno all’altro.

Questo tipo di impostazione, associato ad una proposta d’intervento di buona qualità commerciale riferita al clima e all’ambiente della discoteca, è stato e continua ad essere un ulteriore elemento per acquisire credito nei confronti dei gestori dei locali, con i quali è importante rapportarsi in modo concreto e affidabili dimostrando così serietà e solidità delle istituzioni.

Lo sviluppo complessivo del progetto dalla sua nascita ad oggi può essere ricondotto a tre fasi principali: una fase iniziale nella quale si costruiscono i primi contatti tra i soggetti promotori e si realizza il corso di formazione rivolto al personale dei locali notturni della provincia; una seconda fase in cui si realizza sempre sul livello provinciale la ricerca-intervento nell’ambito del loisir notturno e un corso di formazione specifica per alcune figure professionali delle discoteche particolarmente a contatto con il target giovanile, mentre non trova consenso l’idea della carta di qualità dei locali notturni; una terza fase in cui i SerT di zona in continuità con la ricerca-intervento, si attivano con nuove iniziative o con progetti già esistenti riguardo alla prevenzione e riduzione dei rischi nei contesti di divertimento giovanile notturno in generale e non solo nelle discoteche, soprattutto con attenzione alle problematiche legate al consumo di alcolici ed inoltre attivando alcuni percorsi formativi di peer education.

La storia

Nell’estate del 1999 Il Servizio per le tossicodipendenze di Arezzo decide di contattare i locali rappresentanti del Silb (Sindacato Imprenditori Locali da Ballo) afferente alla Confcommercio per una iniziativa di prevenzione all’uso di alcol e nuove droghe tra i giovani frequentatori delle discoteche aretine.

Questi primi rapporti non portano ad interventi o progetti specifici, ma si limitano ad una convergenza di intenti tra SerT e Silb sulla necessità di strategie condivise per arginare il fenomeno.

Tale convergenza si concretizza in occasione di un incontro a livello provinciale promosso dalla Prefettura di Arezzo in relazione ai problemi di ordine pubblico e di sicurezza sollevati da alcuni episodi riportati dai mass media nazionali sull’allarme dell’ecstasy in discoteca

In quella occasione si registra anche il convinto appoggio ed interesse dell’assessorato alle politiche sociali della Provincia di Arezzo.

In conseguenza della sollecitazione arrivata dal Prefetto viene creato un tavolo di discussione per la progettazione di interventi specifici a cui partecipano la Provincia, il Dipartimento per le dipendenze ed il Silb-Confcommercio.

Nello stesso periodo, anche a livello nazionale si sta svolgendo un confronto su queste tematiche per iniziativa del Ministero per la Solidarietà Sociale, che porta alla firma di un protocollo d’intesa tra  Governo e Silb nazionale.

Si tratta di alcuni punti condivisi che impegnano i firmatari del protocollo ad iniziative sul territorio nazionale che vanno nella direzione non solo della riduzione dei danni dovuti al consumo di sostanze, ma soprattutto di promozione di comportamenti sani per un divertimento sicuro.

La discussione ed il confronto tra i tre soggetti istituzionali porta in breve tempo alla stesura di un progetto denominato “HAPPY NIGHT” cui è associato lo slogan “io vivo la notte liberaMENTE”.

Il progetto, seguendo il solco tracciato dal protocollo d’intesa a livello nazionale e locale,  ha come obiettivo generale la promozione di stili di vita sani e il divertimento libero dall’uso di sostanze illegali con attenzione particolare alle problematiche connesse all’uso di alcolici.

  L’obiettivo della “carta di qualità dei locali” alla quale si accede rispettando degli standard individuati come elementi qualificanti del locale rappresenta il tentativo, purtroppo mai concretizzato, di supportare con un’azione pubblicitaria lo sforzo dei locali di acquisire gli standard proposti dal protocollo a livello nazionale.

Il primo degli standard di qualità individuato è un corso di formazione e sensibilizzazione su “Alcol e nuove droghe” rivolto agli operatori dei locali notturni (dj, barman, guardarobiere, personale della sicurezza, ecc.. ) in ambito provinciale.

Il Corso è promosso direttamente dal Silb-Confcommercio, finanziato dalla Provincia e organizzato con la collaborazione del Dipartimento delle Dipendenze della Asl, che fornisce il personale per la docenza.

Dopo questa prima fase di formazione e sensibilizzazione sul livello provinciale viene firmato un secondo protocollo d’intesa che allarga la partecipazione al progetto “Happy Night” di altri due partners: la Prefettura e il Centro Servizi Amministrativi con la Consulta degli Studenti della provincia di Arezzo.

In questa nuova fase il tavolo tecnico che gestisce e monitorizza il progetto propone la realizzazione di una ricerca-intervento a livello provinciale sul fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti e alcolici nel mondo del divertimento notturno giovanile.

L’obbiettivo è quello di avere una informazione sull’entità e sul tipo di consumo di sostanze all’interno del loisir notturno, ma soprattutto quello di iniziare a muovere i primi passi di un processo di avvicinamento dei servizi al mondo giovanile in generale, e non solo a quelle fasce legate al disagio e alla marginalità sociale.

Nonostante l’ottima riuscita della fase di formazione e sensibilizzazione del personale dei locali non si riesce immediatamente ad organizzare interventi di prevenzione all’interno delle discoteche come ci sarebbe aspettati.

Emergono in questa fase le naturali titubanze e perplessità da parte dei gestori ad aprire le porte dei propri locali ad una istituzione come il Servizio per le tossicodipendenze, con tutto quello che di negativo evoca nella sua rappresentazione sociale.

Il contributo del referente della Confcommercio per il Silb è determinante per cambiare la situazione di stallo che si è creata con i gestori. Questi esprimono le loro perplessità riguardo ad interventi di personale socio-sanitario esterno allo staff del locale, che possono in qualche modo confliggere con l’atmosfera della discoteca, e soprattutto riguardo alla possibilità di realizzare una “carta di qualità dei locali notturni” solo nella provincia di Arezzo senza un riferimento ed un coinvolgimento almeno del livello regionale, se non anche nazionale.

Viene comunque concordato con il referente provinciale del Silb la possibilità di interventi di prevenzione all’interno o all’esterno dei locali notturni mettendo particolare attenzione nel proporre interventi di qualità che si inseriscano e si armonizzino con il clima del locale in modo da non risultare come un’appendice stonata.

Da dicembre 2002 a settembre 2003 si realizzano 10 uscite in 9 diversi locali in tutta la provincia: Le Mirage, Blue Kaos, Crocodile, Narciso, Dolce Verde, Lo Scorpione, River Piper con due interventi, Fitzcarraldo e Casa Cantoniera.

In ogni zona viene individuato un referente del Servizio per le Tossicodipendenze che coordina la ricerca-intervento collaborando con il gruppo provinciale e si attiva con il gestore del locale che insiste sul territorio di competenza, per creare anche a livello zonale una rete di collaborazione.  Il coordinamento fra il livello zonale ed il progetto di ricerca-intervento provinciale viene assicurato da periodici incontri tra il gruppo di lavoro provinciale ed i referenti delle zone.

Dopo la conclusione di questa prima ricerca-intervento sul livello provinciale, in ogni zona vengono attivati dei progetti locali o si coordinano i progetti già esistenti (“Cala la luna” in Valdarno e “Farenight” in Valtiberina) con la dimensione dipartimentale del progetto “Happy Night”.

Durante l’anno 2004, nella zona di Arezzo, vengono ripetuti gli interventi nelle discoteche Le Mirage, Crocodile e Dolce Verde e in Casentino al River Piper e alla Festa della Birra di Pratovecchio con la collaborazione del Ser.T. locale e del progetto “Caschiamoci”. Durante queste uscite viene sempre utilizzato l’etilometro.

In occasione del festival musicale Arezzo Wave, gli operatori del progetto “Happy Night” collaborano all’intervento di prevenzione e riduzione dei rischi alle due serate dell’Elettrowave, happening di musica techno, house e hip hop all’interno del Centro Affari e Convegni della città, che vede la presenza di circa 2000 giovani.

Oltre al rapporto con le discoteche, viene ricercato un coinvolgimento dei pub e disco pub, dato il successo che questa tipologia di locale riscuote fra i giovani e l’attenzione posta dal progetto alle problematiche connesse all’uso dell’alcol.

L’occasione per aprire questa nuova collaborazione si presenta con un corso di formazione proposto ad operatori socio-sanitari e al personale dei locali notturni promosso dalla Regione Toscana con il progetto “Divertimento Sicuro”.

I risultati della formazione congiunta, in termini di coinvolgimento e sensibilizzazione dei gestori dei pub, non sono rispondenti alle aspettative per cui si registra una scarsa partecipazione e continuità di presenze da parte dei gestori e del personale dei locali.

Tuttavia, come stage pratici a conclusione delle lezioni teoriche, vengono organizzati in occasione del 7 Aprile, Giornata mondiale di prevenzione degli incidenti stradali, in coordinamento con il progetto “Caschiamoci”, tre interventi nella stessa sera presso la discoteca Le Mirage, il lounge bar Le Mirò e l’american bar La Saletta.

In considerazione della riflessione intorno ai cambiamenti delle tendenze del divertimento notturno, si inizia a pensare ad interventi anche in luoghi e locali diversi dalle discoteche che richiamano target giovanili diversi.

E’ in quest’ottica che gli operatori del progetto sono presenti a due serate di musica all’interno della festa della ciliegia di Bagnoro, frazione di Arezzo, che ad ogni annuale edizione richiama numerosi giovani aretini.

Per la prima volta partecipano all’intervento anche un gruppetto di adolescenti in qualità di peer educator, che sono stati coinvolti dagli operatori di strada dell’Associazione DOG durante la usuale attività del lavoro di strada e tramite i corsi della Provincia per l’obbligo formativo rivolto ai minori che abbandonano la scuola. 

A fine 2004 inizia un altro percorso formativo di peer education rivolto ad un nuovo gruppo di giovani dell’ITIS “G. Galilei” e del Liceo Scientifico “F. Redi”, che si conclude nella primavera del 2005. Si formano così due gruppi distinti di educatori pari che per i loro diversi orientamenti culturali, vengono coinvolti in contesti diversi.

In ragione degli obiettivi previsti dal progetto “Happy Night” la Ascom-Confcommercio di Arezzo realizza un corso di Corso di formazione rivolto al personale della security usufruendo dei fondi sociali europei previsti, dove vengono introdotti aspetti inerenti la sicurezza e la prevenzione.

Nel corso 2005 si ripetono nel territorio di Arezzo alcuni interventi in locali frequentati da un numero consistente di giovani come Le Mirage nel periodo invernale e il Dolce Verde nel periodo estivo.

Si ripropongono anche gli interventi in occasione di Arezzo Wave, della Festa della ciliegia di Bagnoro e della annuale edizione della Giornata internazionale di prevenzione degli incidenti stradali con serate al Nexò disco-bar, discoteca Grace e Le Mirage per la zona aretina, al pub Velvet Underground di Castiglion Fiorentino, alla discoteca Fitzcarraldo di Terranuova Bracciolini in Valdarno, al pub Alaska di Soci in Casentino.

Per la prima volta viene realizzata un’uscita allo Storyville locale di musica dal vivo dove si esibiscono cover band. In occasione di queste uscite degli operatori per gli interventi nei locali vengono coinvolti anche i peer educator; alcuni di questi realizzano un video su cd da mandare sugli schermi giganti dei locali come pubblicità al progetto.

L’etilometro è strumento di prevenzione sempre presente. Viene riproposto il questionario della ricerca realizzata nel 2003, in una versione ridotta con i soli items relativi alle sostanze e ai comportamenti connessi, con lo scopo di monitorare il fenomeno nel corso degli anni.

L’esperienza sul campo conferma la tendenza dei giovani a frequentare di meno la discoteca a favore dei pub e disco-pub e si inizia ad osservare un fenomeno nuovo nel panorama delle notti aretine: la permanenza numericamente importante dei giovani nelle strade del centro storico della città, dove in prevalenza si passa la serata del sabato bevendo nei piccoli bar o in strada.

Nasce l’idea di realizzare un intervento in questo nuovo contesto, coinvolgendo nella preparazione anche la Polizia Municipale, che in alcune occasioni è dovuta intervenire per motivi di ordine pubblico.

Gli operatori del progetto si attivano con due interventi di osservazione partecipata riportando i risultati al gruppo di lavoro che in considerazione della particolarità del setting che si avvicina molto ad un contesto di intervento di strada piuttosto che ad interventi nei locali abitualmente realizzati, decide di mettere in programmazione per l’anno prossimo l’organizzazione di azioni preventive specifiche.

Il progetto “Happy Night”, in forza della sua dinamicità e flessibilità, oltre ai contesti più usuali del divertimento notturno giovanile, pone attenzione agli elementi di novità nei comportamenti giovanili occupandosi anche di altre forme di aggregazione. In questa ottica l’ultimo intervento in ordine di tempo realizzato è quello in occasione della  festa di piazza Andromeda, dove ogni anno il locale comitato organizza un momento di festa ed aggregazione di quartiere con la partecipazione anche di associazioni sportive, gruppi di giovani musicisti, gruppi giovanili informali che si aggregano sulla comune passione per i fumetti, lo skateboard, il computer ed i giochi elettronici.

Un altro esempio è l’organizzazione insieme alla Consulta Provinciale degli studenti della festa di Carnevale nel Febbraio 2006 al locale Storyville.

In occasione dell’edizione 2006 di Arezzo Wave, si rinnova la collaborazione con il progetto “Uscita di sicurezza” nelle serate dell’Elettrowave al Centro Affari e convegni, con la realizzazione di una zona “chill out” e la presenza contemporanea di operatori dei diversi progetti.

Ma l’evento più significativo dell’anno sono le serate estive al Dolce Verde, che per la prima volta vengono finanziate direttamente dai gestori del locale.

La particolarità e l’importanza di questa iniziativa è data dal diretto coinvolgimento economico dei gestori, segno di una maturata sensibilizzazione e di una autorevolezza e riconosciuta professionalità del progetto complessivo.

Allo stesso modo, tra le azioni proposte dai SerT zonali riconducibili al coordinamento del progetto a livello provinciale, merita una citazione la serata analcolica organizzata dal SerT Casentino presso la discoteca River Piper nel mese di Giugno e frutto di una buona collaborazione creatasi negli anni con il gestore.

Infine si segnala un’ulteriore occasione di collaborazione con il progetto della Regione Toscana “Divertimento sicuro”, con la realizzazione di una tappa alla discoteca Le Mirage del gioco-reality show “Il Pilota”, che nelle principali discoteche della regione mira a sensibilizzare i giovani sui rischi connessi alla guida sotto l’effetto di alcol.

L’anno 2006 è l’anno in cui si raccolgono frutti del lavoro precedente e si gettano le basi per il futuro grazie anche ad un rinnovato impegno di tutti i membri firmatari del protocollo d’intesa ed in particolare della Provincia di Arezzo, che insieme alla Prefettura si fa promotrice di una giornata seminariale dedicate al progetto “Happy Night” e alle problematiche più generali del consumo di alcol e sostanze illegali nel divertimento notturno giovanile (14 Febbraio) e di un altro seminario dedicato ai progetti realizzati nel territorio provinciale e al codice etico di autoregolamentazione dei gestori proposto dal Silb nazionale  (2 Dicembre 2006).

In conseguenza di ciò giunge la richiesta da parte dell’Istituto Tecnico Statale per le Attività Sociali per un nuovo percorso di peer education con alcune classi, ci è richiesta una collaborazione da parte del Comune di Civitella della Chiana per interventi all’interno di manifestazioni culturali giovanili e si inizia a valutare la possibilità di inserire all’interno del protocollo d’intesa anche il Comune di Arezzo in prospettiva anche di interventi relativi alla situazione del centro storico nei sabati notte.

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Responsabile: Dr Fiorenzo Ranieri (ranieri@cedostar.it)

Direttore Dipartimento Dipendenze Az USL 8 Arezzo: Dr Paolo E. Dimauro

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