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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

 

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Progetto di informazione e sensibilizzazione alle problematiche relative alla diffusione del consumo di alcol nelle nuove fasce di popolazioni a rischio: gli extracomunitari.

Responsabile del Progetto: Assistente Sociale Donatella Frullano

FONDO NAZIONALE DI INTERVENTO PER LA LOTTA ALLA DROGA  ANNI 1997-1998-1999

 

Premessa

L’attività alcologica del Ser.T. della Zona Aretina ha visto negli anni un incremento di situazioni di abuso di alcol relative a popolazioni immigrate residenti nella Zona che presentano tra loro differenze sia nella manifestazione del problema che nella modalità di rapportarsi al servizio specialistico.

Si tratta di una casistica limitata, circa 20 utenti seguiti in questi anni di attività ( prevalentemente di cultura magrebina e slava), ma significativa per aver fatto intravedere un "sommerso" pericoloso relativo all’aumento del consumo di alcol e ai problemi alcolcorrelati presenti nei gruppi etnici di appartenenza che viene alla luce con una conoscenza più approfondita degli utenti e dei loro contesti di vita.

Più volte sono stati segnalati problemi di conflitto e di intolleranza c/o i Centri di Accoglienza della città di Arezzo ( strutture che ospitano immigrati transitoriamente ) a seguito di episodi di ebbrezza da parte di alcuni ospiti.

Spesso si rileva che la precarietà lavorativa dipende dalla mancanza di costanza ed impegno a causa di comportamenti conseguenti all’abuso di alcol.

La ripercussione a livello sociale di tali situazioni comporta il perdurare di un circuito di provvisorietà e di scarsa emancipazione delle comunità immigrate sicuramente non facilitante il processo di integrazione con il contesto sociale autoctono.

Le difficoltà del servizio specialistico ad occuparsi di problemi alcolcorrelati in questa nuova utenza possono essere addotte a:

  • Difficoltà ad effettuare una valutazione della consistenza reale della problematica considerato che per esempio nella cultura araba l’alcol è una sostanza estranea e pertanto sono sconosciuti fenomeni quali la "tolleranza " e la " assuefazione" della persona alla sostanza, è possibile quindi che quantità modeste di alcol provochino reazioni inaspettate secondo i nostri modelli comportamentali. L’abitudine alcolica rappresenta per gli immigrati il "veicolo" sociale che facilita la condivisione di esperienze con gli autoctoni: il bar diventa infatti il luogo maggiormente frequentato e dove è possibile sentirsi più " simili" a loro rispetto ad altri contesti di vita.
  • Difficoltà nella fase del trattamento per la mancanza di una rete familiare e sociale di sostegno all’alcolista immigrato che possa sostenerlo nel percorso di cambiamento.
  • Difficoltà da parte dell’immigrato di affidarsi al Ser.T. per sospettosità nei confronti di tale servizio che potrebbe rappresentare un’ ulteriore espressione di controllo dell’ordine pubblico.

Secondo tali premesse scaturite dalla riflessione di un’operatività piuttosto solida nel settore dell’alcoldipendenza e secondo quanto riportato nel P.O. del P.S.R. 1999-2001 relativamente alla materia di " Prevenzione e cura delle condotte di abuso e delle dipendenze per nuove fasce di popolazioni a rischio nello specifico nomadi ed immigrati", si intende progettare un intervento specifico di informazione e sensibilizzazione alle problematiche relative all’uso di alcol nella popolazione immigrata utilizzando strategie operative che agevolino i rapporti tra Ser.T. e comunità etniche presenti nel territorio aretino.

 

Obbiettivi del progetto

Acquisizione da parte degli operatori Ser.T. impegnati nel campo dell’alcolismo, di maggiori e più appropriate conoscenze relative alle culture immigrate e al fenomeno dell’uso/abuso di alcol evidenziata ad Arezzo utilizzando strumenti operativi che facilitino queste conoscenze.

Costruzione di rapporti di fiducia tra il Ser.T. e le comunità degli immigrati, individuando un gruppo di lavoro con i referenti istituzionali degli immigrati.

Individuazione delle priorità di intervento da parte del gruppo di lavoro in relazione alle problematiche alcolcorrelate nell’ambito delle varie culture.

Attività di Sensibilizzazione e Formazione dei referenti istituzionali e dei leaders informali dei gruppi etnici relative ai problemi derivati dall’uso di alcol affinché questi diventino uno "strumento" per avvicinare l’immigrato e perché agevolino la differenziazione delle abitudini di vita dell’immigrato da quelle degli abitanti autoctoni pur in un’ottica di integrazione di culture diverse.

Diminuzione dei rischi derivati da comportamenti relativi all’uso di bevande alcoliche.

Consolidamento della presa in carico di immigrati con problemi di alcolismo così da permettere la cura e la riabilitazione delle persone.

Tempi

Si tratta di un progetto nuovo da realizzare in 3 anni.

Soggetti

Il Ser.t. dell’Az. Usl 8 Zona Aretina in particolare gli operatori che si occupano di alcol.

Le Associazioni aretine del Volontariato che si occupano di immigrazione.

La Caritas di Arezzo.

La Provincia di Arezzo con il Progetto " Jacaranda" per la effettuazione di un corso di formazione di circa 15 Mediatori Culturali (ai sensi della L.40 /1998) appartenenti a varie comunità etniche, da impegnare in Enti e Istituzioni per facilitare i rapporti tra questi e gli immigrati. Il corso di formazione prevede il conseguimento di un attestato di qualifica rilasciato dalla Regione Toscana di " mediatore culturale".

L’Associazione UCODEP MOVIMONDO titolare dell’attuazione del corso di formazione, da anni impegnata nell’aiuto agli extracomunitari residenti in Arezzo.

L’Associazione "Famiglie per una società multirazziale" che gestisce il Centro di Ascolto per il Comune di Arezzo e 2 Centri di Accoglienza.

La cooperativa "Futura" a cui spetta il compito della sorveglianza nei Centri di Accoglienza per immigrati e del Campo Nomadi su incarico dell’amministrazione comunale.

Il Gruppo di Lavoro all’interno dell’Az. Usl 8 istituito con il compito di coordinare le attività dei futuri mediatori culturali nei vari servizi dell’Azienda.

L’ente Locale, nello specifico l’assessorato alle politiche sociali, per la competenza nel settore dell’immigrazione e nell’erogazione dei servizi.

L’Associazione dei Clubs degli Alcolisti in Trattamento di Arezzo in virtù della costituzione della rete di solidarietà a favore della prevenzione della diffusione delle abitudini alcoliche nella Comunità Locale.

Metodi

Si prevede nel 1° anno la costruzione di rapporti tra il Ser.T. e i Referenti formali delle comunità degli immigrati presenti nel territorio aretino per motivarli a collaborare al progetto, pertanto sarà utile effettuare:

  • Incontri strutturati tra Associazioni che si occupano di immigrazione e i referenti formali dei gruppi etnici utilizzando la collaborazione di uno o due mediatori culturali ( possibilmente appartenente uno al mondo arabo e un altro alla cultura slava) per sollecitare la motivazione di questi a costruire un progetto di intervento condiviso tenendo presente da parte dell’èquipe Ser.T., il rischio della diffidenza della parte altrui.
  • La raccolta dati relativi alle comunità in merito al n° di presenze di immigrati, alle situazioni lavorative che presentano maggiori rischi dovuti al consumo di alcol, alle situazioni di evidente stato di alcolismo.
  • Individuazione di eventuali "Leaders informali" appartenenti alle comunità etniche che rivestono un ruolo particolarmente significativo per trasmettere messaggi positivi al resto della comunità in merito ad abitudini e comportamenti di vita sani.

Nel 2° anno si prevede:

  • La costruzione e attuazione del progetto di informazione e sensibilizzazione destinato ai referenti formali e ai leaders informali delle comunità perchè acquisiscano nozioni e strumenti di conoscenza in merito alla problematica relativa all’uso di alcol per il riconoscimento precoce di comportamenti a rischio nell’ambito della popolazione di appartenenza.
  • Si prevede la realizzazione di cicli di incontri brevi da ripetersi nell’anno e in quello successivo condotti da operatori Ser.T.; in questa fase si ritiene particolarmente importante la presenza del mediatore culturale quale strumento per facilitare la trasmissione delle conoscenze e il loro apprendimento.
  • La diffusione di materiale informativo sulla pericolosità del consumo di alcol scritto in più lingue originali.

Nel 3° anno si prevede:

  • La realizzazione di incontri di educazione e informazione sul rischio della diffusione dell’alcol destinati a gruppi omogenei di immigrati su indicazione dei leaders informali e dei referenti della comunità.
  • Le segnalazioni di situazioni con problemi di alcoldipendenza all’équipe Ser.T. e/o la presentazione spontanea alla stessa.
  • La presa in carico di alcolisti extracomunitari con la predisposizione di programmi terapeutici individualizzati.

Anche in questa fase è prevista la collaborazione del mediatore culturale.

Modalità di verifica

N° di incontri di programmazione/organizzazione per costituire il gruppo di lavoro formato da operatori Ser.T. e referenti delle comunità degli immigrati.

N° di cicli di incontri informativi destinati a referenti e leaders informali,

N° di cicli di incontri informativi destinati a gruppi omogenei delle varie comunità etniche.

N° partecipanti a tali incontri.

N° soggetti segnalati per problemi di alcoldipendenza.

N° soggetti che si presentano spontaneamente al Ser.T.

N° soggetti in trattamento.

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 © Ce.Do.S.T.Ar. - Centro Documentazione e Ricerca sul Fenomeno delle Dipendenze Patologiche del Ser.T. di Arezzo, 2006

Responsabile: Dr Fiorenzo Ranieri (ranieri@cedostar.it)

Direttore Dipartimento Dipendenze Az USL 8 Arezzo: Dr Paolo E. Dimauro

Sito costruito e aggiornato da Fiorenzo Ranieri e da Ilaria Caremani caremani@cedostar.it, salvo diversa indicazione