Teorie del rinforzo

CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

Dipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana

 

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TEORIE DEL RINFORZO

Le teorie del rinforzo interpretano l’addiction come l’effetto di processi di condizionamento che dipendano dal fatto stesso di fare uso di sostanze. Secondo questa prospettiva tutti i comportamenti sono frutto di processi di apprendimento e possono essere analizzati in rapporto a specifici input o stimoli che incidono sull’organismo e ad output o risposte fornite dall’organismo stesso.

L’abuso di sostanze, l’etilismo e la dipendenza sono tutti comportamenti appresi attraverso l’associazione che si viene a creare tra droga assunta (stimolo) e specifici  effetti che essa determina sulla persona (risposta). Ciò significa che gli effetti percepiti della droga si associano a diversi possibili elementi rinforzanti quali, ad esempio certi stati corporei, sentimenti, percezioni, atteggiamenti, comportamenti dell’assuntore, nonché alle reazioni del suo ambiente di vita.

Gli effetti positivi sperimentati rinforzano il consumo e quanto più un individuo ottiene gli effetti desiderati, tanto più è probabile che egli continui ad assumere una data droga; inoltre quanto più le assunzioni sono frequenti, tanto maggiore è il rinforzo che ne deriva. Accanto a queste spiegazioni che interpretano l’addiction come dovuta a rinforzi positivi indotti dagli effetti degli oppiacei, altre la interpretano come dovuta a rinforzi negativi: gli oppiacei sono rinforzanti perché in grado di neutralizzare i sintomi dolorosi dell’astinenza. Solo dopo che quest’ultimi sono stati interpretati e attribuiti all’assuntore alla mancanza della droga, egli sarà in grado di intraprendere un ruolo attivo  e cercherà di alleviarli assumendo quantità sempre più consistenti. Le persone a cui sono somministrate, per ragioni terapeutiche e senza essere informate delle conseguenze, forti dosi di oppiacei (tali da indurre uno stato di dipendenza), non sono in grado di collegare i sintomi spiacevoli che avvertono alla mancata somministrazione della sostanza; la dipendenza fisica è tuttavia la stessa. Il partecipare o no al controllo dell’astinenza determina delle differenze consistenti: se la persona fruisce passivamente della droga, l’effetto di riduzione dello stato negativo, proprio perché non ha a che fare con un comportamento attivo dell’assuntore non produrrà alcun tipo di rinforzo. Altre spiegazioni interpretano l’addiction in rapporto all’effetto congiunto di  rinforzi positivi e negativi.

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 © Ce.Do.S.T.Ar. - Centro Documentazione e Ricerca sul Fenomeno delle Dipendenze Patologiche del Ser.T. di Arezzo, 2006

Responsabile: Dr Fiorenzo Ranieri (ranieri@cedostar.it)

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