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CENTRO DOCUMENTAZIONE, STUDI E RICERCA SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHEDipartimento delle Dipendenze Azienda U.S.L. 8 Arezzo - Servizio Sanitario della Regione Toscana |
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APPROCCIO SISTEMICO Molti degli studi di questo approccio si concentrano sui sistemi nei quali il tossicodipendente è coinvolto, come la famiglia, attribuendo un ruolo di maggior rilievo ai fattori relazionali e contestuali rispetto a quelli eminentemente intrapsichici. Gli studi realizzati nella seconda meta degli anni ’70 da alcuni terapeuti familiari statunitensi hanno riscontrato che il tossicomane non è dipendente solo dalla droga, ma presenta anche livelli di dipendenza dal nucleo familiare nettamente superiori a quelli di soggetti di controllo. Nelle famiglie dei tossicodipendente è stata riscontrata una sovversione delle “gerarchie tradizionali”: il padre appare una figura assente ed emotivamente distante dal figlio, mentre la madre si dimostra particolarmente coinvolta, indulgente e spesso simbiotica; in molti casi l’alleanza figlio-madre-nonna ostacola la coppia genitoriale. La tossicodipendenza, interpretata in questi studi come sintomo, appare funzionale alla stabilità della coppia coniugale; essa svolge cioè un ruolo omeostatico che distoglie l’attenzione dei coniugi dai propri conflitti consentendo loro di ritrovare la solidarietà necessaria per affrontare i problemi posto dal figlio. Quest’ultimo, d’altra parte, ricerca tramite la tossicodipendenza quello “stato di malattia” che gli consente di porsi al centro delle attenzioni della famiglia. Per spiegare il modo in cui si perpetua nel tempo la dipendenza fra tossicodipendente ed i suoi gentitori, Stanton (“Famiglia e tossicomania” in Terapia familiare, 6, pp. 99-115, 1979.) ha introdotto il concetto di “pseudoindividuazione”: attraverso l’uso di droghe e altri atteggiamenti e comportamenti trasgressivi il figlio vorrebbe rimarcare il proprio distacco dai genitori, ma la dipendenza dalla droga lo rende invece sempre più dipendente dalla famiglia che lo mantiene, gli fornisce il denaro, lo aiuta. La famigli appare così “incollata”, cioè incapace di far fronte all’angoscia di separazione. Secondo Cirillo e colleghi (“La famiglia del tossicodipendente”, Milano, Cortina, 1996), alla base della tossicodipendenza c’è una carenza di accudimento materno che crea nel figlio modalità patologiche di attaccamento. In questa prospettiva la tossicodipendenza non è il risultato di un mero ipercoinvolgimento materno a cui corrisponde una figura paterna distante e marginale, ma l’esito di una trasmissione intergenerazionale di esperienze traumatiche e carenziali mai adeguatamente elaborate da parte dei soggetti coinvolti. Ciò che caratterizza le famiglie del tossicodipendente non è tanto dovuta alle loro appartenenze sociali o al grado di coesione strutturale che presentano, quanto piuttosto “alle loro qualità interne”, cioè ad esperienze intense e durevoli di sofferenza che esistevano già prima della tossicodipendenza.
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Elisad EuropaRete Bibliotecaria Aretina |
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visualizzazione ottimale 1280 x 1024 pixel - Ultimo aggiornamento: 30-01-12 © Ce.Do.S.T.Ar. - Centro Documentazione e Ricerca sul Fenomeno delle Dipendenze Patologiche del Ser.T. di Arezzo, 2006 Responsabile: Dr Fiorenzo Ranieri (ranieri@cedostar.it) Direttore Dipartimento Dipendenze Az USL 8 Arezzo: Dr Paolo E. Dimauro Sito costruito e aggiornato da Fiorenzo Ranieri e da Ilaria Caremani caremani@cedostar.it, salvo diversa indicazione |